La prestazione raggiunge 96.581 persone nell’arcipelago, tra cui 42.706 minori. Più che raccontare un miglioramento, il dato segnala che la crisi sociale continua a colpire duramente l’arcipelago e che, per migliaia di famiglie canarie, arrivare a fine mese resta ancora una corsa in salita.
✍️ Italiano alle Canarie
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Un aumento che allarma
L’Assegno Minimo Vitale continua ad aumentare il proprio peso nelle Canarie. Nel marzo 2026 la prestazione ha raggiunto 39.767 famiglie dell’arcipelago, il 20,1% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Anche il numero delle persone protette da questo aiuto è cresciuto in modo netto, salendo a 96.581 beneficiari, con un aumento del 20,5% in un anno.
Guardato in chiave puramente istituzionale, il dato può essere presentato come un ampliamento della rete di protezione.
Letto sul piano sociale, però, racconta anche altro. Se in un solo anno aumenta in modo così marcato il numero delle famiglie che hanno bisogno di un sostegno minimo per andare avanti, il problema non è soltanto la copertura della misura, ma la fragilità economica che sta a monte.
Il sostegno che segnala il problema
L’IMV non è la soluzione strutturale alla povertà, ma il segnale che quella povertà esiste, si allarga o continua a restare radicata. Per questo l’aumento dei beneficiari non può essere letto automaticamente come una buona notizia. Il fatto che l’aiuto esista è rassicurante. Molto meno rassicurante è che serva a un numero sempre maggiore di famiglie.
La dimensione economica della prestazione aiuta a capire meglio il quadro. Secondo la Seguridad Social, nel 2026 la soglia garantita dell’IMV parte da 733,60 euro al mese per un beneficiario singolo e cresce in base alla composizione del nucleo familiare, con importi più alti per le famiglie monoparentali e per quelle con più figli. Si tratta, inoltre, di importi teorici massimi di riferimento, perché la prestazione effettiva viene calcolata come differenza tra la soglia garantita e i redditi già percepiti dal nucleo.
Nelle Canarie, l’importo medio mensile effettivamente ricevuto per famiglia è stato di 538,92 euro nel marzo 2026. È una cifra che può offrire un sollievo parziale, ma che difficilmente può essere presentata come una risposta risolutiva in un contesto segnato dal caro vita, dagli affitti elevati e da una fragilità economica diffusa.
Infanzia e vulnerabilità femminile
Uno dei dati più pesanti è quello che riguarda l’infanzia. Dei 96.581 beneficiari dell’IMV nelle Canarie, 42.706 sono minori. Non si tratta di oltre la metà del totale, ma di una quota comunque enorme, pari a circa il 44%.
Questo dato è sufficiente per misurare la profondità del problema, perché significa che una parte molto consistente di questa rete di protezione sta sostenendo famiglie con figli a carico.
La statistica continua inoltre a mostrare una netta prevalenza femminile. Tra i titolari della prestazione nelle Canarie si contano 27.342 donne contro 12.425 uomini. Il dato suggerisce che il peso della vulnerabilità sociale continua a ricadere in larga misura sulle donne, soprattutto quando si intreccia con carichi familiari e precarietà economica.
Famiglie con figli e nuclei monoparentali
Il rapporto del Ministero conferma il forte peso delle famiglie con bambini. Nelle Canarie si contano 20.420 nuclei con complemento di aiuto all’infanzia, segnale di quanto il sostegno pubblico sia concentrato su famiglie con figli e redditi fragili.
Anche le famiglie monoparentali rappresentano una quota significativa. I dati ufficiali indicano 6.828 nuclei composti da un solo adulto con uno o più minori, una configurazione che spesso concentra le situazioni di maggiore vulnerabilità economica e sociale.
Crescita in entrambe le province
L’aumento dell’IMV riguarda sia Las Palmas sia Santa Cruz de Tenerife. In entrambe le province crescono sia le famiglie beneficiarie sia il numero complessivo delle persone coperte dalla prestazione.
Il dato rafforza una lettura precisa: il disagio sociale che emerge da questa misura non è limitato a un’area specifica dell’arcipelago, ma attraversa l’intero territorio canario.
Il dato politico e il dato reale
La lettura istituzionale può insistere sul fatto che oggi l’IMV raggiunge più famiglie e protegge più persone. Il punto, però, è un altro. Una rete di protezione più estesa non equivale di per sé a una società più sana. In molti casi significa esattamente il contrario: che senza quel sostegno migliaia di famiglie resterebbero ancora più esposte.
Il problema, allora, non è l’esistenza dell’aiuto, ma il modello che questo aiuto finisce per fotografare. Se anno dopo anno cresce il numero delle famiglie che dipendono da un sostegno minimo per vivere, vuol dire che il tessuto sociale ed economico continua a produrre fragilità invece di ridurla.
Gli aiuti non bastano a costruire un futuro
Nessuna istituzione può illudersi di costruire una società limitandosi a moltiplicare gli aiuti senza affrontare fino in fondo le cause che rendono quegli aiuti sempre più necessari. Una società può dirsi solida quando il lavoro, i salari e il costo della vita consentono alle persone di vivere con dignità senza dover dipendere in misura crescente da misure di emergenza.
Per questo l’aumento dell’Assegno Minimo Vitale non può essere letto come un semplice dato amministrativo né come un risultato da esibire, ma è prima di tutto il segnale di un disagio strutturale che continua a colpire duramente l’arcipelago canario.


