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Le Canarie perdono pernottamenti negli appartamenti turistici nonostante l’aumento dei viaggiatori

Più arrivi non significa automaticamente più solidità: nelle Canarie crescono i viaggiatori, ma calano le notti trascorse negli appartamenti turistici. Un segnale che può raccontare anche una vacanza sempre più cara, tra voli, alloggi e soggiorni che si accorciano.

✍️ Italiano alle Canarie

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I numeri del turismo alle Canarie raccontano una situazione meno lineare di quanto sembri. A marzo 2026 sono aumentati i viaggiatori ospitati negli appartamenti turistici, ma sono diminuite le notti trascorse nelle Isole.

Secondo i dati ufficiali dell’INE, l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo, i pernottamenti negli appartamenti turistici delle Canarie sono scesi del 7,1% rispetto a marzo 2025, fermandosi a 2.352.011 notti. Il calo arriva nonostante i viaggiatori siano aumentati del 4,98%, passando da 306.724 a 322.005 persone.

Più persone, soggiorni più corti

Il punto centrale è la durata media del soggiorno. Nel marzo 2025 chi alloggiava negli appartamenti turistici delle Canarie restava in media 8,21 notti. Un anno dopo, la permanenza media è scesa a 7,30 notti.

In sostanza, arrivano più viaggiatori, ma restano meno giorni. Questo riduce il volume complessivo delle pernotazioni e cambia la lettura reale del dato turistico: non basta contare quante persone arrivano, bisogna anche vedere quanto restano e quanto incidono davvero sul sistema ricettivo.

Il peso del turismo straniero

La flessione è legata soprattutto al mercato internazionale, che resta il principale per questo segmento. I viaggiatori stranieri sono aumentati, ma le notti trascorse negli appartamenti turistici sono diminuite in modo netto.

Il mercato nazionale, invece, è cresciuto sia per numero di viaggiatori sia per pernottamenti. Questo aumento, però, non è bastato a compensare il calo delle notti generate dagli stranieri.

Una tendenza diversa dal resto della Spagna

Il dato delle Canarie contrasta con quello nazionale. Nel complesso della Spagna, infatti, i pernottamenti negli appartamenti turistici sono aumentati dell’1,1% su base annua.

Anche nel resto del Paese la permanenza media si è ridotta e il turismo straniero ha mostrato segnali di rallentamento. La differenza è arrivata dal turismo residente in Spagna, che a livello nazionale ha compensato il calo internazionale. Nelle Canarie, invece, questo recupero non è stato sufficiente.

Prezzi e offerta

Un altro elemento da considerare è il contesto dei prezzi. Il calo delle pernotazioni, pur in presenza di più viaggiatori, potrebbe essere collegato anche all’aumento dei costi complessivi della vacanza: voli, hotel, appartamenti turistici e case vacanze. Non è una causa automatica, ma è una chiave di lettura plausibile in un mercato dove viaggiare e soggiornare costa sempre di più.

Un dato più concreto riguarda invece l’offerta disponibile: i posti letto negli appartamenti turistici sono scesi da 141.726 a 137.080 in un anno. Meno posti offerti, più viaggiatori, ma meno notti complessive: il segnale, quindi, non è solo quantitativo, ma riguarda anche il modo in cui cambia la permanenza turistica nelle Isole.

Il quadro, quindi, è meno trionfale di quanto possa sembrare leggendo solo il numero degli arrivi. Le Canarie continuano ad attrarre viaggiatori, ma una parte di questi resta meno tempo. Se la vacanza diventa più cara, il rischio è che il turismo non sparisca, ma si accorci. I soggiorni più brevi cambiano anche il peso reale del turismo.

 

 

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