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Canarie, il prezzo della dipendenza: il turismo le arricchisce ma le tiene in ostaggio

Il rapporto Impactur fotografa la forza trainante del settore, ma anche il suo tallone d’Achille: il turismo vale il 42,3% dell’occupazione e il 37,7% del PIL

✍️ Italiano alle Canarie

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Quasi un lavoratore su due, alle Canarie, vive direttamente o indirettamente dentro la macchina turistica. Il dato è potente, ma anche scomodo: racconta la forza del principale motore economico dell’arcipelago e, allo stesso tempo, la sua fragilità più evidente.

Secondo lo studio Impactur, elaborato da Exceltur, associazione spagnola che riunisce importanti imprese della filiera turistica, il turismo rappresenta il 42,3% dell’occupazione totale nelle Canarie, con 413.064 persone occupate, dopo la creazione di oltre 76.500 posti di lavoro dal 2019.

Il turismo, dunque, non guida soltanto l’economia regionale. La sostiene, la attraversa e ne condiziona gli equilibri sociali. Questo peso rende il settore il principale pilastro occupazionale dell’arcipelago, con un impatto diretto su migliaia di famiglie e sulla struttura produttiva delle isole.

Una fonte da leggere nel contesto

Impactur non è una semplice statistica sul numero di turisti arrivati nelle isole. Il rapporto analizza quanto il settore entri nella struttura economica dell’arcipelago, misurando il suo peso su occupazione, PIL, entrate fiscali, investimenti e attività collegate.

Il dato va quindi letto per quello che è: una fotografia del ruolo centrale del turismo, elaborata da un soggetto legato alla filiera turistica e realizzata in collaborazione con il Governo delle Canarie. Proprio per questo è utile, ma va interpretata anche come conferma della dipendenza strutturale dell’arcipelago.

Il motore dell’occupazione

L’effetto del turismo va ben oltre hotel e aeroporti. La sua capacità di trascinamento genera attività in numerosi comparti, dal commercio alle costruzioni, dall’agricoltura ai servizi.

Per ogni 100 posti di lavoro turistici, se ne creano altri 38,5 in attività collegate, ampliando ulteriormente il suo impatto sul mercato del lavoro canario.

Nel solo commercio al dettaglio, il turismo sostiene oltre 53.000 posti di lavoro, ai quali si aggiungono 23.000 impieghi nei servizi alle imprese e più di 6.300 nel settore delle costruzioni.

Il punto centrale è proprio questo: non lavora per il turismo soltanto chi serve ai tavoli, rifà una camera d’albergo o accoglie i viaggiatori in aeroporto. Una parte enorme dell’economia locale gira intorno alla presenza del visitatore, ai suoi consumi, ai suoi spostamenti e alla sua capacità di alimentare interi settori.

Il peso nell’economia regionale

Oltre all’occupazione, il turismo domina anche l’economia regionale. Nel 2025 genera 23.375 milioni di euro, pari al 37,7% del PIL delle Canarie.

Dal 2019, il settore è stato responsabile del 47,6% della crescita economica dell’arcipelago, consolidandosi come il principale motore dell’attività produttiva.

La crescita turistica non si basa soltanto sull’arrivo dei visitatori, ma anche su un cambiamento del modello. La spesa media raggiunge livelli record, con oltre 177 euro per persona al giorno, trainata dalla ristorazione e dalle esperienze.

Parallelamente, le Canarie hanno rafforzato la propria offerta verso segmenti di maggiore valore, con un aumento del 30,7% dei posti letto negli hotel a cinque stelle e una riduzione delle categorie inferiori.

Entrate fiscali e welfare

Il peso del turismo emerge anche nei conti pubblici. Il settore genera 4.107 milioni di euro di entrate fiscali, pari al 43,2% della riscossione nelle Canarie.

Questo contributo consente di sostenere una parte rilevante del sistema di welfare, finanziando servizi essenziali come sanità ed educazione.

Il dato, letto da solo, può sembrare rassicurante. Il turismo crea lavoro, produce ricchezza e alimenta le casse pubbliche. Questa ricchezza, però, non si traduce automaticamente in benessere diffuso: alle Canarie una parte rilevante della popolazione continua a fare i conti con povertà, precarietà e difficoltà di accesso alla casa. La domanda più scomoda, quindi, arriva subito dopo: che cosa resta dell’economia canaria se il turismo rallenta davvero?

La conferma e la condanna

Il punto politico ed economico è proprio qui: nonostante anni di annunci sulla diversificazione, sull’innovazione e sui nuovi settori produttivi, il modello canario continua a poggiare sullo stesso asse. Le cifre dicono che il baricentro resta il turismo, non più soltanto come scelta produttiva, ma come condizione strutturale che limita i margini reali di cambiamento.

Il turismo continua a essere la grande ricchezza delle Canarie. Allo stesso tempo, resta anche la loro principale vulnerabilità. Un modello che sostiene occupazione, PIL e conti pubblici diventa inevitabilmente anche un modello fragile, perché un eventuale calo serio della domanda turistica non colpirebbe solo hotel e appartamenti vacanze, ma attraverserebbe tutto il tessuto economico e sociale delle isole.

In altre parole, questi numeri sono una conferma e una condanna. Confermano che il turismo è il grande motore dell’arcipelago. Condannano però le Canarie a misurarsi ancora una volta con la stessa fragilità: senza turismo, l’economia regionale entrerebbe in una zona di forte sofferenza.

La sfida dell’equilibrio

Il rapporto segnala anche alcune sfide. L’espansione delle case vacanza ha esteso l’impatto turistico a tutto il territorio, con una presenza ormai diffusa in tutti i comuni.

Questa crescita pone la questione dell’equilibrio tra sviluppo economico e qualità della vita dei residenti, in un contesto in cui il turismo è ormai un elemento strutturale per le Canarie.

Il punto non è negare il turismo, né ridurne il ruolo con slogan facili. Il punto è capire se un territorio può continuare a dipendere in modo così profondo da un solo settore senza pagare, prima o poi, un prezzo sociale, abitativo ed economico sempre più alto.

Le Canarie cercano da anni di raccontarsi come un’economia in trasformazione. I dati di Impactur, però, mostrano una realtà più dura: l’arcipelago continua a vivere soprattutto di turismo. Il successo del settore è evidente, la dipendenza, anche.

 

 

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