Oltre il 73% dei residenti usa l’intelligenza artificiale per informarsi sui sintomi, tra praticità, supporto emotivo e rischi di autodiagnosi
✍️ Italiano alle Canarie
L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante della vita quotidiana nelle Isole Canarie, anche in ambito sanitario. Secondo lo studio nazionale “The Dangers of Digital Self-Diagnosis”, promosso in Spagna dal gruppo assicurativo Línea Directa Aseguradora, oltre il 73% dei residenti dell’arcipelago utilizza strumenti di IA per informarsi su sintomi e problemi di salute. È il secondo dato più alto del Paese, nettamente sopra la media nazionale del 66,4%.
Il rapporto evidenzia che il 21,4% dei canari ricorre all’IA in modo abituale, non sporadico, mentre il 19,8% dichiara di consultarla prima di rivolgersi a un medico. Un dato inferiore alla media spagnola (24,8%), ma comunque significativo.
Autodiagnosi digitale e rischi
Lo studio, realizzato in collaborazione con i ricercatori Ruth Castillo-Gualda e Justo Menéndez (Universidad Camilo José Cela), mette in guardia dall’aumento dell’autodiagnosi digitale e dai possibili effetti negativi sulla salute fisica e mentale. L’IA può aiutare a orientarsi, ma rischia anche di generare ansia, interpretazioni errate dei sintomi e ritardi nel ricorso a cure professionali.
Il divario generazionale
L’uso dell’IA per la salute varia fortemente in base all’età:
tra i 16 e i 19 anni, nove giovani su dieci la utilizzano e circa la metà lo fa regolarmente;
tra i 65 e i 75 anni, la percentuale scende al 41,7%, con solo il 10,6% che la consulta prima del medico.
La differenza riflette sia la familiarità tecnologica sia un diverso rapporto con l’autorità sanitaria: più digitale e autonomo tra i giovani, più tradizionale tra gli adulti.
Perché si sceglie l’IA
Le principali motivazioni sono pratiche: disponibilità continua (16,3%), immediatezza (12,2%) e rapidità (11,5%). A queste si aggiungono fattori emotivi come privacy, assenza di giudizio e ricerca di rassicurazione, soprattutto in caso di disagio psicologico.
Su questo fronte emergono differenze di genere ed età: il 55% delle donne che usa l’IA per problemi emotivi lo fa perché si sente più ascoltata, contro il 45% degli uomini. Tra i giovani, il supporto emotivo è una motivazione centrale per il 35%, contro appena il 7% degli adulti più anziani.
Un fenomeno ormai strutturale
Nel complesso, il 18,5% degli spagnoli utilizza l’IA frequentemente o molto frequentemente per questioni di salute. L’IA è diventata un primo filtro informativo, spesso preliminare alla visita medica.
La sfida, sottolinea il rapporto, è trovare un equilibrio: sfruttare il potenziale informativo dell’intelligenza artificiale senza trasformarla in un surrogato del medico, soprattutto in un contesto sanitario già sotto pressione.
🔍 Fonte dello studio e contesto giornalistico
I dati provengono dal rapporto “The Dangers of Digital Self-Diagnosis”, promosso da Línea Directa Aseguradora con la collaborazione dei ricercatori Ruth Castillo-Gualda e Justo Menéndez (Universidad Camilo José Cela, Madrid). Non si tratta di un paper scientifico peer-reviewed, ma di un’indagine demoscopica i cui risultati sono stati ripresi da media nazionali e regionali, tra cui Canarian Weekly e Diario de Avisos per quanto riguarda le Isole Canarie.


