L’importo medio percepito è di 483 euro al mese, appena tredici in più rispetto all’anno precedente: una cifra puramente simbolica che non cambia nulla nella vita reale dei beneficiari e che non può essere considerata una risposta efficace alla povertà.
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Il numero dei beneficiari dell’Ingreso Mínimo Vital (IMV) – la prestazione dell’ente di previdenza sociale spagnolo, l’equivalente dell’INPS, destinata alle famiglie vulnerabili che non raggiungono un livello minimo di reddito per la sussistenza – è aumentato di 393.892 persone nel corso del 2025, arrivando a un totale di 2,44 milioni di persone, con un incremento del 19% rispetto al 2024.
Questo è quanto emerge dai dati pubblicati dallo stesso ente di previdenza sociale spagnolo.
Il dato assume particolare rilievo perché si colloca in un contesto di crescita economica sostenuta e di aumento dell’occupazione di oltre mezzo milione di lavoratori per il quarto anno consecutivo. Nonostante ciò, l’andamento macroeconomico non si è tradotto in un miglioramento concreto delle condizioni di vita di una parte significativa della popolazione.
Il PIL cresce e restituisce l’immagine di un’economia in buona salute, ma l’economia quotidiana, quella fatta di spese essenziali, affitti e bollette, continua a non reggere.
Il risultato è una frattura sempre più evidente tra i dati macro e la realtà sociale, con il numero dei poveri che aumenta mentre gli indicatori generali raccontano una Spagna che, sulla carta, va bene.
Famiglie beneficiarie e presenza di minori.
Alla fine di dicembre dello scorso anno, 799.553 famiglie percepivano la prestazione, 125.800 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In oltre due terzi dei casi nei nuclei beneficiari sono presenti minori.
Quasi un milione dei beneficiari complessivi è costituito da bambini e adolescenti.
Questo è il dato più grave e desolante dell’intero quadro: un paese che continua a presentarsi come economicamente solido e socialmente efficiente, mentre i numeri ufficiali dello stesso Governo certificano una diffusione della povertà che colpisce in modo diretto e strutturale le fasce più giovani della popolazione.
Importi e spesa pubblica.
La spesa mensile dell’ente di previdenza sociale spagnolo ammonta a 412 milioni di euro (dato di dicembre), per un esborso annuo vicino ai 5 miliardi di euro. Cifre rilevanti sul piano contabile, che tuttavia si traducono in importi individuali modesti, insufficienti a coprire il costo reale della vita.
Nel 2026 l’importo medio aumenterà presumibilmente a prescindere dall’evoluzione del numero dei beneficiari, dopo che il Governo ha approvato una rivalutazione dell’11,4% delle prestazioni, «ben al di sopra dell’IPC», come sottolinea la ministra dell’Inclusione, Previdenza Sociale e Migrazioni, Elma Saiz.
Le dichiarazioni della Ministra rientrano nel consueto registro simbolico della comunicazione istituzionale, utile più a costruire una narrazione politica che a descrivere la realtà. I numeri, però, raccontano altro: a fronte di milioni di persone in condizioni di povertà, gli importi erogati restano del tutto inadeguati.
L’Ingreso Mínimo Vital, più che uno strumento di uscita dalla marginalità economica, si conferma come una misura di pura sopravvivenza, un ammortizzatore minimale che tampona l’emergenza senza affrontarne le cause. Una gestione della povertà, più che una reale politica di contrasto.
Una considerazione obbligatoria.
Al di là delle narrazioni ufficiali, dei proclami sul salario minimo interprofessionale, dell’Ingresso Mínimo Vitale, del PIL che cresce e dell’occupazione in aumento, restano fatti che non possono essere aggirati.
La povertà in Spagna è aumentata ed è certificata dai dati rilasciati dallo stesso Governo.
Sono numeri prodotti dal Ministero dell’Inclusione, della Previdenza Sociale e della immigrazione.
La contraddizione è quella degli indicatori macroeconomici che crescono, ma allo stesso tempo aumentano anche i poveri, questo significa che qualcosa, nella distribuzione della crescita e nelle politiche sociali, non sta funzionando.
Continuare a ignorare o a minimizzare questo quadro non farà che rendere quella frattura tra numeri e vita reale sempre più profonda.
🔎Fonte: Governo di Spagna – Ministero dell’Inclusione e della Previdenza Sociale e Immigrazione


