Dopo il turismo, anche il pomodoro: il Marocco incalza le Canarie su un altro settore strategico
Con il sorpasso sul piano turistico, il Marocco emerge sempre più come un concorrente trasversale per le Canarie. Una dinamica che oggi si riflette anche nel settore agricolo, dove il comparto del pomodoro è tra i più esposti.
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✍️ Italiano alle Canarie
Il calo delle esportazioni fotografa con chiarezza questa difficoltà strutturale.
L’arcipelago canario è passato dall’esportare 53.000 tonnellate di pomodori nel 2017 alle 21.500 del 2023.
Il sostegno del Programma di Opzioni Specifiche per l’Allontanamento e l’Insularità (POSEI) non è stato sufficiente a invertire il declino di un settore in difficoltà da anni.
Il comparto del pomodoro nelle Canarie attraversa da tempo una fase di profonda crisi strutturale. Una combinazione di fattori ha determinato una marcata riduzione della produzione e delle esportazioni, mettendo sotto pressione un settore storicamente rilevante per l’agricoltura dell’arcipelago. Tra le cause più frequentemente richiamate figura la concorrenza di Paesi con costi di produzione più bassi, come il Marocco.
Crollo delle esportazioni e riduzione degli aiuti.
Nel 2023 le Canarie hanno esportato circa 21.500 tonnellate di pomodori al di fuori della regione, contro le 53.000 tonnellate del 2017. Il calo, pari al 59%, si è accompagnato a una riduzione del sostegno economico dell’Unione Europea destinato alle regioni ultraperiferiche: gli aiuti sono scesi da 7,7 milioni di euro a 6,7 milioni.
I dati sono contenuti in una relazione speciale sulle misure specifiche di sostegno all’agricoltura nelle regioni ultraperiferiche dell’UE.
Il ruolo del POSEI e i limiti della riconversione.
Dal 2021 il programma POSEI ha sostenuto la riconversione del comparto del pomodoro. Nonostante ciò, tra il 2021 e il 2023 sono stati abbandonati 170 ettari di coltivazioni, mentre solo 35 ettari hanno beneficiato concretamente degli aiuti.
Tra le cause vengono citate anche le limitazioni climatiche proprie dell’arcipelago. La contrazione continua delle superfici coltivate, della produzione e delle esportazioni evidenzia l’incapacità del settore di invertire la tendenza negativa.
Un settore sempre più esposto alla concorrenza esterna.
La capacità di competere con i mercati esterni alle isole resta uno dei nodi centrali.
Pur avendo rappresentato uno strumento chiave di sostegno per diversi comparti agricoli, incluso quello del pomodoro, il POSEI non è riuscito a garantire la tenuta dei livelli produttivi di fronte alla crescente concorrenza internazionale.
Le Canarie puntano il dito contro il Marocco.
Secondo la Consejería de Agricultura del Governo delle Canarie, l’attuale svantaggio competitivo del settore è legato ai prezzi più bassi praticati dal Marocco, favoriti da normative ambientali meno restrittive e dall’utilizzo di prodotti fitosanitari vietati nell’Unione Europea.
Il consigliere regionale all’Agricoltura, Narvay Quintero, ha inoltre avvertito che una possibile entrata in vigore dell’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur potrebbe aggravare ulteriormente la situazione, intensificando la concorrenza con prodotti non soggetti agli stessi standard lavorativi, sanitari, ambientali e di sicurezza alimentare.
Il richiamo della Corte dei Conti europea.
Alla luce di queste criticità, la Corte dei Conti europea ha invitato la Commissione europea a «riesaminare» il sostegno dell’UE ai settori agricoli delle regioni ultraperiferiche, come le Canarie, rilevando che in diversi casi non è stato possibile preservarne la competitività né favorirne un’effettiva diversificazione.


