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Lanzarote aumenta i flussi, ma rivendica il “contenimento” della crescita turistica

Incrementi sotto la media regionale, ma la pressione è tra le più alte in rapporto agli abitanti

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✍️ Italiano alle Canarie

Lanzarote rivendica di essere l’isola con l’incremento turistico più contenuto dell’arcipelago. Tuttavia, con oltre 3,4 milioni di visitatori annui a fronte di poco più di 160.000 residenti, la pressione turistica resta tra le più elevate delle Canarie. Il “contenimento” percentuale non modifica il dato strutturale: il volume complessivo dei flussi continua a incidere in modo significativo sul territorio. La narrazione istituzionale enfatizza il rallentamento del ritmo, ma il peso assoluto del turismo resta elevato e, in termini numerici, ancora in aumento.

I numeri della crescita definita “contenuta”

Lanzarote ha chiuso il 2025 con 3,45 milioni di turisti, pari a un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. I dati sui Movimenti Turistici alle Frontiere, disaggregati per isole ed elaborati dall’Istituto Canario di Statistica (Istac), sono stati diffusi dal Cabildo di Lanzarote.

L’ente insulare, presieduto da Oswaldo Betancort, sottolinea che questo andamento colloca Lanzarote come l’isola con la crescita più contenuta dell’arcipelago, in contrasto con altre destinazioni canarie che hanno registrato incrementi più marcati: Fuerteventura oltre il 7%, Gran Canaria intorno al 3% e Tenerife al 2,5%.

In termini assoluti, l’isola è passata da 3.406.911 turisti nel 2024 a 3.455.200 nel 2025, con un incremento interannuale dell’1,4%, il più moderato degli ultimi esercizi se si escludono gli anni segnati dalla pandemia.

Il rapporto tra visitatori e abitanti resta estremamente elevato. La pressione sul territorio rimane strutturalmente alta e, in termini numerici, risulta leggermente in aumento, nonostante il rallentamento percentuale rispetto ad altre isole dell’arcipelago.

La narrativa del “contenimento” alla prova dei fatti

Secondo Betancort, le cifre confermano “la tendenza verso il contenimento della crescita turistica sull’isola” e rafforzano il posizionamento di Lanzarote come destinazione che privilegia sostenibilità, qualità ed equilibrio tra visitatori e territorio. Tuttavia, il dato assoluto di oltre 3,45 milioni di turisti annui, già richiamato in rapporto alla popolazione residente, solleva interrogativi sulla reale portata di questo “contenimento”, poiché il volume complessivo dei flussi resta molto elevato e continua a esercitare una pressione significativa sul territorio.

Durante il suo mandato hanno tuttavia continuato a essere approvate licenze per nuovi hotel, appartamenti e urbanizzazioni turistiche. È stata inoltre accantonata l’iniziativa della precedente presidente insulare, Dolores Corujo, volta a dichiarare l’isola turisticamente satura.

Il numero delle abitazioni a uso vacazionale risulta raddoppiato in meno di tre anni, periodo che coincide con l’attuale mandato.

Pur a fronte dell’aumento costante dei visitatori, il presidente rivendica come risultato il fatto di “crescere al di sotto della media regionale”, definendolo non una debolezza ma un punto di forza che dimostrerebbe la priorità data all’equilibrio tra economia, territorio e benessere della popolazione.

Non sono state tuttavia indicate misure specifiche dell’amministrazione insulare a cui attribuire tale andamento.

Betancort ha inoltre dichiarato che “l’obiettivo non è crescere più di chiunque altro, ma crescere meglio”, sostenendo che Lanzarote stia consolidando un modello basato sulla qualità e sul rafforzamento del posizionamento internazionale, evitando dinamiche di crescita incontrollata.

Oltre le percentuali e la pressione reale

La distanza tra narrazione istituzionale e realtà numerica merita una riflessione ulteriore. Definire “contenuta” una crescita che porta oltre 3,4 milioni di visitatori annui su un territorio di dimensioni demografiche limitate significa spostare il focus dalla pressione assoluta alla sola dinamica percentuale.

Il parametro comparativo con le altre isole dell’arcipelago attenua l’impatto comunicativo dei numeri, ma non ne modifica la sostanza. La pressione sul suolo, sulle infrastrutture, sull’accesso alla casa e sui servizi pubblici rimane elevata. L’aumento delle abitazioni vacazionali e il proseguimento delle autorizzazioni per nuove strutture ricettive indicano una traiettoria espansiva che difficilmente può essere letta come semplice stabilizzazione.

La scelta di accantonare la dichiarazione di isola turisticamente satura rappresenta un passaggio politico rilevante. In assenza di misure strutturali chiaramente individuate, il “contenimento” rischia di configurarsi più come formula comunicativa che come cambio di modello.

In termini semantici, “contenere” implica arginare o limitare una dinamica espansiva. Se i flussi continuano a crescere, anche in misura inferiore rispetto ad altre realtà regionali, si può parlare di rallentamento del ritmo, non necessariamente di riduzione dell’impatto complessivo.

La distinzione non è puramente linguistica: riguarda il piano su cui si colloca l’analisi. Il dato percentuale descrive la velocità della crescita; quello assoluto misura la pressione strutturale sul territorio. Finché quest’ultima resta elevata o aumenta, il dibattito sul “contenimento” rimane aperto e legato più all’interpretazione politica che a una trasformazione sostanziale del modello.

 

 

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