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Dichiarazione di alta tensione abitativa a Las Palmas de Gran Canaria, tutto in bilico

Il Governo concede 10 giorni per integrare i dati mancanti. Se il Comune non fornirà la documentazione richiesta, la richiesta  sarà considerata decaduta.

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✍️ Italiano alle Canarie

La Direzione generale per l’Abitazione del Governo delle Canarie ha nuovamente sollecitato il Comune di Las Palmas de Gran Canaria a trasmettere i dati necessari per analizzare e valutare la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale, finalizzata a dichiarare l’intero territorio municipale come area ad alta tensione abitativa.

La misura, della durata di tre anni e prorogabile annualmente, consente di intervenire sul mercato immobiliare attraverso politiche di contenimento dei prezzi, fissando limiti massimi ai contratti di locazione e imponendo alle amministrazioni pubbliche l’obbligo di incrementare l’offerta di alloggi a canone sostenibile, al fine di agevolare l’accesso all’abitazione.

L’iter amministrativo

Nel maggio 2024 il Comune di Las Palmas de Gran Canaria aveva sollecitato il Governo delle Canarie — competente per l’approvazione della dichiarazione — ad avviare il procedimento per il riconoscimento del municipio come area ad alta tensione abitativa.

All’inizio di febbraio 2025 l’amministrazione comunale aveva trasmesso all’Istituto Canario per l’Edilizia Abitativa, ente regionale competente in materia di casa, la documentazione a supporto della richiesta: un’analisi del mercato residenziale, la delimitazione dell’ambito territoriale, una memoria giustificativa e una proposta di piano specifico di misure.

Secondo tale documentazione, Las Palmas de Gran Canaria soddisfaceva tre delle quattro condizioni previste per la dichiarazione di area ad alta tensione abitativa. In particolare risultavano superate le soglie relative allo sforzo economico delle famiglie per accedere alla locazione, all’evoluzione dei canoni di affitto e al peso medio dei costi dei mutui. Non risultava invece superata la soglia relativa all’andamento dei prezzi di compravendita.

La normativa stabilisce che il soddisfacimento anche di uno solo dei quattro requisiti sia sufficiente per attivare la misura prevista dalla Legge per il diritto all’abitazione.

Le contestazioni del Governo regionale

All’inizio di novembre 2025 il Governo delle Canarie ha comunicato al Comune che la richiesta non dimostrava il rispetto dei contenuti richiesti dal decreto-legge sulle misure urgenti in materia di abitazione.

Alla fine dello stesso mese l’amministrazione comunale ha presentato un atto di osservazioni chiedendo che fosse revocato il provvedimento di richiesta di integrazione documentale trasmesso dal Governo regionale.

Da una successiva comunicazione dell’area Abitazione indirizzata al Comune emerge tuttavia che l’esecutivo comunale non ha allegato la documentazione aggiuntiva richiesta.

Alla luce di tale situazione, il Governo delle Canarie ha concesso dieci giorni al Comune per sanare le carenze e trasmettere la documentazione necessaria, avvertendo che, in caso contrario, la domanda sarà considerata ritirata.

Le criticità rilevate

La Comunità Autonoma individua quattro principali criticità nella proposta elaborata dal servizio Urbanistica del Comune di Las Palmas de Gran Canaria:

l’utilizzo dei prezzi di offerta pubblicati sui portali immobiliari per calcolare l’indice di sforzo economico, in luogo di dati ufficiali oggettivi;

l’assenza di una delimitazione geografica puntuale delle aree oggetto della dichiarazione;

la mancanza di un calendario triennale, dell’indicazione delle necessità di finanziamento e della memoria economica, requisiti espressamente previsti dalla normativa vigente;

l’assenza di studi sulla segregazione spaziale, mappe di vulnerabilità, indicatori di disuguaglianza o coesione sociale e altri strumenti idonei a dimostrare squilibri e processi di segregazione socio-territoriale.

Sulla base di un rapporto del Collegio Ufficiale degli Economisti di Las Palmas, commissionato dall’assessorato regionale all’Abitazione, il Governo delle Canarie ritiene che la capitale di Gran Canaria non soddisfi i requisiti per essere dichiarata area ad alta tensione abitativa.

Il nodo politico e amministrativo

La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre il mero profilo tecnico. Il Comune di Las Palmas de Gran Canaria ha promosso la dichiarazione di alta tensione abitativa estesa all’intero territorio municipale, ma la documentazione presentata è stata ritenuta carente su più fronti. L’impressione è quella di un’istruttoria avviata con ambizione politica ma con una preparazione amministrativa non pienamente solida.

Dall’altro lato, il Governo regionale ha impiegato mesi per arrivare a questa conclusione. La richiesta formale risale all’inizio del 2025; il rilievo delle criticità e l’ultimatum dei dieci giorni arrivano dopo un lungo periodo di valutazione. Il risultato è un cortocircuito istituzionale: tempi lunghi per esaminare il dossier, tempi strettissimi per completarlo.

Il rischio concreto è che l’intera procedura si areni per insufficienza documentale, con la conseguente decadenza della domanda. In tal caso la dichiarazione di alta tensione abitativa sfumerebbe non per una scelta politica esplicita, ma per un esito burocratico.

A pagare il prezzo di questo rimpallo tra livelli amministrativi non sarebbero né i tecnici né i dirigenti, bensì i cittadini che cercano un affitto a condizioni sostenibili.

La questione abitativa, ancora una volta, rischia di restare sospesa tra annunci, relazioni tecniche e scadenze formali, mentre il mercato continua a muoversi con dinamiche ben più rapide della macchina amministrativa.

 

 

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