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Carnevale di Las Palmas oltre i 10 milioni: festa simbolo della città, ma il conto continua a crescere

Tra contratti minori e spesa finale oltre il budget, i dati del 2025 riaprono il dibattito sulla gestione delle risorse pubbliche

✍️ Italiano alle Canarie

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Il Carnevale di Las Palmas de Gran Canaria è una delle manifestazioni più identitarie e partecipate dell’arcipelago, capace ogni anno di attirare migliaia di visitatori, generare un significativo indotto economico e rafforzare la visibilità turistica della città, riempiendo le strade della capitale grancanaria e contribuendo alla sua immagine internazionale.

I dati emersi sul costo dell’edizione 2025 riportano però al centro del dibattito pubblico una questione ricorrente: quanto costa realmente la festa e quale debba essere il limite della spesa pubblica per eventi di questo tipo.

Secondo le prime cifre diffuse nel marzo 2025 durante la conferenza stampa di bilancio dall’allora responsabile del Carnevale, Inmaculada Medina, il costo della manifestazione era stato indicato in 7,3 milioni di euro.

La pubblicazione successiva dei dati nel portale della trasparenza della Società di Promozione della Città di Las Palmas de Gran Canaria ha però aggiornato in modo significativo il quadro complessivo.

Sommando le principali aggiudicazioni e l’elenco dei contratti minori firmati nei primi tre trimestri del 2025, come emerge dai dati pubblicati nel portale della trasparenza della Società di Promozione della Città di Las Palmas de Gran Canaria, il costo reale della manifestazione ha superato i 10 milioni di euro, raggiungendo 10,26 milioni. Una cifra che potrebbe persino aumentare quando verranno pubblicati i contratti relativi all’ultimo trimestre dell’anno.

Il dato assume maggiore rilievo se confrontato con il budget previsto inizialmente dal Comune. Per il 2025 il Carnevale era stato dotato di 5,5 milioni di euro. Tuttavia, considerando circa 2 milioni di euro di sponsorizzazioni pubbliche e private, la spesa sostenuta direttamente dal Comune risulta pari a 8,06 milioni di euro. Questo significa che il costo a carico dell’amministrazione ha superato lo stanziamento iniziale di circa 2,56 milioni, pari a circa il 47% in più rispetto al budget previsto.

Il peso dei contratti minori

Uno degli elementi che emerge dall’analisi dei dati riguarda il ricorso diffuso ai contratti minori, uno strumento previsto dalla normativa sugli appalti pubblici per incarichi di importo limitato.

Nel caso del Carnevale 2025 risultano 318 contratti minori, pari all’89% delle aggiudicazioni complessive legate alla manifestazione. In totale sono 232 imprese e professionisti ad aver lavorato per l’organizzazione dell’evento.

L’importo complessivo di questi incarichi è pari a 2,35 milioni di euro, circa il 23% della spesa totale del Carnevale e rappresenta una quota significativa all’interno della struttura complessiva dei costi della manifestazione.

La legge consente questo tipo di procedura per contratti inferiori a 40.000 euro nel caso dei lavori e 15.000 euro per servizi e forniture. Tuttavia l’accumularsi di fatture successive con gli stessi fornitori solleva interrogativi sulla possibilità di ricorrere, in alcuni casi, a procedure di gara ordinarie con maggiore concorrenza.

Una festa sempre più costosa

Il tema della spesa non riguarda soltanto l’edizione 2025. Negli ultimi anni il Carnevale di Las Palmas ha visto crescere progressivamente il livello di produzione, con palchi sempre più complessi, eventi musicali di grande richiamo e un calendario di spettacoli sempre più ampio.

Questa evoluzione contribuisce a rafforzare la visibilità internazionale della festa e la sua capacità di attrazione turistica, ma comporta anche un aumento costante dei costi organizzativi.

Alla luce dei dati relativi al 2025, l’attenzione si sposta ora sull’edizione successiva. Alcuni ingaggi artistici e produzioni musicali dell’edizione 2026 hanno già evidenziato cifre significative, alimentando la percezione che il costo complessivo della manifestazione possa continuare a crescere.

Il nodo delle priorità pubbliche

Il dibattito che emerge da questi numeri non riguarda l’esistenza stessa del Carnevale, considerato da molti un elemento centrale dell’identità culturale della città.

La questione riguarda piuttosto l’equilibrio tra spettacolarità, attrattività turistica e gestione delle risorse pubbliche.

In un contesto urbano in cui non mancano problemi sociali, economici e infrastrutturali, alcuni osservatori si chiedono se sia possibile mantenere un evento mediaticamente potente e attrattivo con una struttura di spesa più contenuta, senza rinunciare al valore culturale e turistico della manifestazione.

Una domanda destinata probabilmente a riemergere quando saranno disponibili i dati completi sull’edizione 2026, che permetteranno di capire se il trend di crescita dei costi continuerà oppure se verrà introdotto un maggiore equilibrio tra spettacolo e sostenibilità della spesa pubblica.

 

 

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