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Güigüí, il territorio più selvaggio di Gran Canaria candidato a Parco Nazionale

Un territorio remoto, privo di accesso stradale diretto e rimasto quasi intatto nel tempo. La Riserva Naturale Speciale di Güigüí (Guguy) torna al centro del dibattito ambientale come principale candidata a diventare il primo Parco Nazionale di Gran Canaria.

✍️ Italiano alle Canarie

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Si tratta di uno degli angoli più isolati e meno trasformati dell’isola, un luogo in cui il paesaggio conserva ancora oggi un carattere selvaggio. Alte scogliere, profonde gole e spiagge difficili da raggiungere hanno contribuito nel corso dei decenni a mantenere questo territorio lontano dalle dinamiche turistiche che hanno interessato gran parte della costa di Gran Canaria.

Per raggiungere le sue spiagge non esiste una strada. L’accesso è possibile soltanto dopo diverse ore di cammino lungo sentieri impegnativi oppure via mare, spesso con piccole imbarcazioni che partono da La Aldea o da altre zone della costa occidentale.

Proprio questo isolamento geografico ha contribuito a preservare uno degli ambienti naturali più integri dell’isola, dove il paesaggio appare ancora in gran parte modellato esclusivamente dalle forze naturali.

La proposta, sostenuta da anni dal Cabildo di Gran Canaria, prevede la protezione di circa 3.000 ettari terrestri e quasi 7.000 ettari marini, con l’obiettivo di rafforzare la tutela di uno dei territori meglio conservati della costa occidentale dell’isola.

Güigüí riunisce due elementi rari: un grado di conservazione quasi intatto e un elevato valore ecologico, sia sulla terraferma sia nell’ambiente marino. Questa combinazione lo rende uno degli spazi naturali più singolari dell’arcipelago canario e uno dei candidati più solidi a entrare nella rete dei parchi nazionali spagnoli.

Dove si trova e perché è rimasto intatto

Güigüí si trova nel comune di La Aldea de San Nicolás, all’estremo occidentale di Gran Canaria, una delle aree meno urbanizzate dell’isola.

Il territorio è caratterizzato da una geografia aspra e spettacolare: vallate profonde, pareti rocciose che scendono verso il mare e sentieri che attraversano un paesaggio quasi incontaminato.

L’assenza di un collegamento stradale diretto con la costa ha impedito nel tempo lo sviluppo urbanistico e turistico che ha interessato molte altre zone dell’isola. Questo fattore ha rappresentato una vera e propria barriera naturale contro l’espansione edilizia.

Le spiagge di Güigüí Grande e Güigüí Chico conservano così un carattere completamente naturale. Non esistono stabilimenti balneari, servizi turistici o infrastrutture permanenti. Il paesaggio si presenta ancora oggi quasi privo di interventi umani e mantiene un equilibrio ecologico raro in contesti costieri così vicini a zone turistiche molto frequentate.

Perché si parla di Parco Nazionale

La proposta di dichiarazione come Parco Nazionale nasce dall’esigenza di rafforzare la protezione di un’area che dispone già di diversi strumenti di tutela, ma che potrebbe beneficiare di un livello di conservazione ancora più elevato.

L’ingresso nella rete statale dei Parchi Nazionali comporterebbe maggiori risorse per la vigilanza, la gestione e la conservazione dell’ambiente, oltre a un riconoscimento ufficiale del suo valore naturale a livello nazionale.

Un parco nazionale dispone infatti di strumenti amministrativi e scientifici più strutturati per monitorare gli ecosistemi, controllare gli accessi e pianificare la gestione del territorio nel lungo periodo.

Per Gran Canaria rappresenterebbe inoltre un passaggio simbolicamente importante. L’isola è infatti l’unica tra quelle capitaline dell’arcipelago a non avere ancora un Parco Nazionale, a differenza di Tenerife, La Palma, La Gomera e Lanzarote, che ospitano rispettivamente il Teide, la Caldera de Taburiente, il Garajonay e il Timanfaya.

Un patrimonio ecologico unico

Il territorio di Güigüí ospita ecosistemi ben conservati, tra cui formazioni di cardón e di tabaiba — piante tipiche degli ambienti aridi delle Canarie, capaci di immagazzinare acqua nei loro tessuti — e residui di bosco termofilo, ambienti naturali fondamentali per la sopravvivenza di numerose specie endemiche dell’arcipelago.

Questi ambienti rappresentano una parte importante del patrimonio botanico dell’arcipelago e costituiscono un rifugio per molte specie che sopravvivono soltanto in contesti naturali poco alterati dall’attività umana.

La presenza di ambienti naturali relativamente integri rende inoltre l’area particolarmente interessante per studi scientifici e programmi di conservazione della biodiversità.

Anche l’ambiente marino presenta un elevato valore naturalistico. Nelle acque antistanti si trovano i Sebadales di Güigüí, praterie marine di grande importanza ecologica incluse nella rete Natura 2000.

Queste praterie di fanerogame marine svolgono un ruolo essenziale negli ecosistemi costieri: contribuiscono alla produzione di ossigeno, offrono rifugio a numerose specie marine e aiutano a stabilizzare i fondali sabbiosi.

La presenza congiunta di ecosistemi terrestri e marini di alto valore scientifico costituisce uno degli argomenti principali a favore della sua futura dichiarazione come Parco Nazionale.

Le forme di protezione già esistenti

Güigüí è già tutelato come Riserva Naturale Speciale e rientra inoltre nella Riserva della Biosfera di Gran Canaria, riconosciuta dall’UNESCO.

Queste figure di protezione hanno permesso finora di limitare gli usi del territorio e di preservarne l’integrità ambientale.

Le norme vigenti regolano infatti le attività consentite nell’area, con restrizioni che riguardano costruzioni, attività economiche e utilizzo del territorio.

I sostenitori del progetto ritengono tuttavia che uno status di Parco Nazionale offrirebbe un quadro normativo più solido e strumenti di gestione più efficaci di fronte a eventuali pressioni future.

Cosa cambierebbe con il Parco Nazionale

La dichiarazione non comporterebbe un’apertura al turismo di massa. Al contrario, uno degli obiettivi principali sarebbe quello di garantire che la fruizione pubblica avvenga in modo compatibile con la conservazione dell’ambiente.

L’idea alla base del progetto è regolare l’uso pubblico, controllare gli accessi e garantire che la conservazione resti la priorità assoluta.

In concreto, significherebbe maggiore controllo del territorio, regole più stringenti e una gestione attenta del numero di visitatori.

L’accesso potrebbe essere regolato attraverso sistemi di prenotazione, limiti giornalieri di visitatori o percorsi autorizzati, strumenti già adottati in diversi parchi nazionali per proteggere ecosistemi fragili.

Un progetto strategico per Gran Canaria

L’interesse per Güigüí non risiede soltanto nel suo paesaggio spettacolare, ma anche nei numeri che lo caratterizzano: migliaia di ettari protetti, ecosistemi rari e una posizione strategica nel contesto dell’arcipelago.

La creazione di un Parco Nazionale potrebbe inoltre rafforzare l’immagine di Gran Canaria come destinazione capace di coniugare turismo e tutela ambientale.

In un contesto in cui cresce l’attenzione internazionale verso la sostenibilità e la protezione degli ecosistemi, la valorizzazione di aree naturali di alto valore scientifico e paesaggistico rappresenta anche una scelta strategica per il futuro dell’isola.

La sua eventuale trasformazione in Parco Nazionale segnerebbe quindi un passaggio storico per Gran Canaria, inserendo l’isola nella rete dei territori naturali di massima protezione ambientale della Spagna e rafforzando il ruolo dell’arcipelago nella conservazione della biodiversità atlantica.

 

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