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Canarie, il mercato parallelo delle case occupate: 216 immobili in vendita con forti sconti

Non è un’esclusiva spagnola, ma in Spagna e nelle Canarie il fenomeno emerge in modo più visibile nei portali immobiliari: case occupate, forti ribassi e rischio giuridico per chi compra.

✍️ Italiano alle Canarie

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Le Canarie offrono ormai una fotografia piuttosto precisa delle abitazioni occupate abusivamente messe in vendita, un segmento opaco del mercato immobiliare che, tuttavia, lascia tracce visibili nei portali specializzati.

Secondo un conteggio degli annunci di abitazioni occupate abusivamente pubblicati su Idealista al momento della rilevazione, nell’Arcipelago risultavano 216 immobili in questa situazione. Si tratta quindi di una fotografia del portale in quel preciso momento, con una distribuzione disomogenea che mette in luce sia le tensioni del mercato sia le particolarità territoriali delle singole isole.

Gran Canaria, l’isola con il maggior numero di casi

Sempre sulla base di questa rilevazione degli annunci pubblicati su Idealista, la provincia di Las Palmas concentra la maggior parte del fenomeno, con 153 abitazioni occupate abusivamente in vendita, pari a circa il 71% del totale regionale.

Gran Canaria si conferma l’isola con il maggior numero di immobili in questa situazione, con 96 casi, nettamente davanti a Fuerteventura, che ne conta 33, e a Lanzarote, con 24. Nell’altra provincia, quella di Santa Cruz de Tenerife, si contano 63 abitazioni, quasi tutte a Tenerife, mentre La Palma si ferma ad appena un caso.

Un fenomeno fortemente urbano

Gran Canaria disegna il modello più chiaro di tutto l’Arcipelago. Le abitazioni occupate abusivamente in vendita si concentrano con particolare intensità nell’area metropolitana e lungo l’asse sud-orientale. Las Palmas de Gran Canaria guida nettamente la classifica, seguita da Telde, mentre Arucas, Santa Lucía de Tirajana e San Bartolomé de Tirajana completano il nucleo più consistente del fenomeno.

Cinque comuni concentrano quasi l’80% dei casi dell’isola, una cifra che evidenzia la forte centralizzazione del fenomeno. Più distanziati compaiono altri municipi del sud-est e del nord, mentre una lunga lista di comuni dell’interno, come Tejeda, Artenara, Valleseco, San Mateo e Santa Brígida, non registra alcun caso.

La conclusione è chiara: dove il mercato immobiliare non è dinamico, l’abitazione occupata abusivamente in vendita tende a scomparire.

Fuerteventura e Lanzarote

Nelle isole orientali il fenomeno si distribuisce tra capitali amministrative e località turistiche. Puerto del Rosario guida a Fuerteventura, seguita da altri comuni a vocazione residenziale e turistica. A Lanzarote il fenomeno presenta una particolarità significativa: Yaiza supera perfino Arrecife, diventando uno dei comuni con il maggior numero di abitazioni occupate abusivamente in vendita di tutte le Canarie.

Questo dato rompe la logica puramente urbana e suggerisce un secondo modello: la presenza di attivi legati all’investimento immobiliare nelle aree turistiche, dove il problema non risponde tanto a dinamiche sociali quanto all’accumulo di abitazioni inserite in situazioni giuridiche complesse.

Tenerife, un doppio asse

L’isola concentra praticamente tutta la quota di abitazioni occupate abusivamente in vendita della provincia occidentale. Arona e Santa Cruz de Tenerife guidano la classifica, seguite da Granadilla de Abona e La Laguna. Questa distribuzione delinea un doppio asse molto definito: da una parte l’area metropolitana, dall’altra il sud turistico.

Comuni come Adeje, El Rosario, La Orotava, San Miguel de Abona o El Sauzal presentano cifre più contenute, mentre ampie zone del nord e dell’interno non registrano alcun caso.

La Palma, da parte sua, resta quasi ai margini del fenomeno, con un solo immobile localizzato a Los Llanos de Aridane. A La Gomera e a El Hierro non risulta alcuna proprietà in vendita in questa condizione.

Un fenomeno urbano, ma con peso turistico

L’incrocio di tutti i dati consente di affinare la lettura del fenomeno. Più del 60% delle abitazioni occupate abusivamente in vendita nelle Canarie si trova in comuni residenziali e urbani, come capitali o grandi centri abitati. Una quota compresa tra il 30% e il 40% si localizza invece in comuni turistici, introducendo così una seconda chiave di lettura nell’analisi.

In città come Las Palmas de Gran Canaria, Santa Cruz de Tenerife o Telde, il fenomeno è legato a case vecchie, eredità bloccate, procedimenti giudiziari o immobili provenienti da entità finanziarie.

Nei comuni come Arona, Adeje, San Bartolomé de Tirajana, Yaiza o La Oliva, la presenza di abitazioni occupate abusivamente in vendita risponde invece in misura maggiore a dinamiche di investimento, seconde case o promozioni fallite.

Prezzi ribassati e rischi elevati

Un altro tratto comune di questo mercato è il prezzo. La quasi totalità di questi immobili viene commercializzata con sconti importanti, di solito compresi tra il 20% e il 50% al di sotto del valore di mercato. Molti annunci vengono presentati come “opportunità” oppure rivolti a investitori, rafforzandone così il carattere singolare.

Il ribasso, però, ha una spiegazione precisa. Si tratta di abitazioni che, nella maggior parte dei casi, non si possono visitare, non garantiscono il possesso immediato e possono comportare procedimenti giudiziari lunghi e costosi.

L’acquirente, quindi, non compra soltanto un immobile, ma anche il rischio legato alla sua situazione.

Un mercato che segue le tensioni immobiliari

Nel confronto con i grandi mercati della Penisola, le Canarie presentano numeri più contenuti, lontani dai volumi di province come Barcellona o Madrid, ma comunque superiori a quelli di territori come Baleari o Asturie. La differenza, però, non è solo quantitativa. Nell’Arcipelago il fenomeno si distingue soprattutto per la sua forte concentrazione geografica e per il legame diretto con le aree in cui il mercato immobiliare è più attivo.

L’idea centrale che emerge dall’insieme dei dati è chiara: l’abitazione occupata abusivamente in vendita nelle Canarie non è un fenomeno marginale né casuale, ma un’espressione diretta delle tensioni del mercato. Compare dove c’è domanda, dove si concentra l’investimento e dove il prezzo delle case esercita maggiore pressione. Non si trova nelle Canarie spopolate, ma nelle aree in cui il mercato si muove.

Proprio in questo incrocio tra opportunità e rischio, questo segmento continua a crescere e a trovare acquirenti.

 

 

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