Il sistema di deposito e restituzione è già operativo in Portogallo dal 10 aprile 2026. Per la Spagna il conto alla rovescia è iniziato: entro novembre dovrà attivare un modello analogo per recuperare il ritardo nella raccolta degli imballaggi.
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Il nuovo sistema cambia il rapporto tra consumatore, commercio e riciclo: bottiglie e lattine non saranno più soltanto rifiuti da conferire, ma contenitori con un valore economico da recuperare attraverso la restituzione.
Il meccanismo è semplice: al momento dell’acquisto di una bevanda si paga una piccola cauzione, che viene restituita quando il contenitore vuoto rientra nei punti abilitati.
Il Portogallo apre la strada
Negli ultimi giorni, il Portogallo è diventato il Paese più vicino alla Spagna ad applicare un sistema strutturato di restituzione degli imballaggi. Dal 10 aprile 2026, il Paese ha avviato un modello noto come Sistema di Deposito, Restituzione e Ritorno, in cui i consumatori pagano una cauzione al momento dell’acquisto di bottiglie e lattine, che successivamente recuperano restituendo gli imballaggi nei punti di raccolta o nelle macchine abilitate.
Il sistema, già applicato in numerosi Paesi europei, punta ad aumentare in modo drastico i tassi di riciclo e a ridurre i rifiuti dispersi nell’ambiente. Per la Spagna, il caso portoghese rappresenta ora un riferimento immediato, anche perché Madrid dovrà attivare un modello simile entro la fine del 2026.
Come funziona il deposito sugli imballaggi
Il modello funziona in modo semplice, ma con un impatto diretto sul comportamento del consumatore. Ogni contenitore per bevande monouso incorpora un deposito di circa dieci centesimi, che viene aggiunto al prezzo finale al momento dell’acquisto. Successivamente, il cittadino può recuperare quel denaro restituendo la bottiglia o la lattina vuota presso l’esercizio commerciale.
Il sistema include contenitori in plastica e metallo e, secondo le previsioni normative spagnole, anche contenitori in cartone per bevande. Il meccanismo si appoggia inoltre a macchine automatiche che identificano il contenitore e gestiscono il rimborso. L’obiettivo è creare un incentivo economico chiaro affinché la restituzione dell’imballaggio diventi un gesto abituale, semplice e conveniente.
La Spagna accelera dopo il mancato obiettivo di raccolta
La Spagna ha approvato un sistema analogo, che dovrà essere pienamente operativo entro novembre 2026, sulla base del Real Decreto 1055/2022, del 27 dicembre. L’attivazione del meccanismo arriva come risposta al mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta separata delle bottiglie di plastica monouso.
Nel 2023, secondo il rapporto del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (MITECO), il Paese ha raggiunto appena una raccolta vicina al 41,3% delle bottiglie, molto lontana dal 70% richiesto. Questa distanza dagli obiettivi ha obbligato ad attivare il Sistema di Deposito, Restituzione e Ritorno su scala nazionale.
La normativa stabilisce che i consumatori dovranno pagare un deposito per ogni bevanda confezionata inclusa nel sistema e potranno recuperarlo restituendo il contenitore in buono stato nei punti abilitati. Si tratta quindi di un cambiamento strutturale nel rapporto tra acquisto, consumo e riciclo.
L’obiettivo europeo per i prossimi anni
Il sistema spagnolo si articola secondo lo stesso schema già sperimentato in altri Paesi europei, con l’introduzione progressiva di bottiglie di plastica, lattine di alluminio e contenitori in cartone per bevande. Negozi e supermercati saranno chiamati ad agire come punti di restituzione, mentre le macchine automatizzate di raccolta faciliteranno il processo di riconsegna.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere nei prossimi anni tassi di raccolta superiori al 90%, in linea con gli standard europei dell’economia circolare. La sfida, tuttavia, non sarà solo normativa: il successo del nuovo sistema dipenderà anche dalla capacità di renderlo comprensibile, accessibile e pratico per milioni di consumatori.


