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Cogestione degli aeroporti: una sfida strategica per il futuro del turismo delle Canarie

Partecipare alle decisioni senza rinunciare all’efficienza del sistema AENA potrebbe rappresentare un equilibrio capace di rafforzare la competitività delle isole.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 4 minuti

La cogestione degli aeroporti delle Canarie è tornata al centro del confronto tra il Governo dell’arcipelago e AENA. Il dibattito non riguarda soltanto la gestione di infrastrutture aeroportuali, ma coinvolge uno degli elementi più rilevanti per il futuro economico delle isole. In un territorio ultraperiferico come quello canario, dove il trasporto aereo rappresenta il principale collegamento con il resto della Spagna, dell’Europa e del mondo, ogni scelta relativa agli scali assume un valore che va ben oltre gli aspetti tecnici.

Turismo, mobilità dei residenti, trasporto delle merci e competitività internazionale dipendono in larga misura dall’efficienza del sistema aeroportuale. Un ruolo più incisivo delle istituzioni canarie potrebbe quindi influire direttamente sul modello di sviluppo del territorio.

Che cosa significa cogestione

Il termine cogestione non implica necessariamente il trasferimento completo della gestione degli aeroporti alle istituzioni canarie. L’ipotesi attualmente discussa punta piuttosto a una governance condivisa, nella quale AENA continuerebbe a garantire la gestione tecnica e operativa degli scali, mentre il Governo delle Canarie avrebbe un peso maggiore nelle scelte di fondo.

L’obiettivo sarebbe quello di attribuire al territorio una reale capacità di incidere su aspetti come le politiche tariffarie, la pianificazione degli investimenti, lo sviluppo di nuove rotte e le strategie di promozione internazionale.

Una simile impostazione riconoscerebbe una realtà difficilmente contestabile: nessuno conosce meglio delle istituzioni locali le esigenze delle isole, la stagionalità dei flussi turistici e le opportunità offerte dai diversi mercati di provenienza.

Gli aeroporti come motore dell’economia canaria

Per le Canarie gli aeroporti non rappresentano semplicemente infrastrutture di trasporto. Costituiscono una delle principali leve economiche del territorio.

Milioni di turisti raggiungono ogni anno le isole esclusivamente per via aerea. Qualsiasi modifica nella disponibilità delle rotte, nei costi aeroportuali o nella capacità di attrarre nuove compagnie può avere effetti diretti sull’intero settore turistico e, di conseguenza, sull’occupazione e sull’economia locale.

Una maggiore presenza delle Canarie nei processi decisionali potrebbe consentire di adattare le politiche aeroportuali alle specificità insulari, rafforzando la posizione delle isole nei confronti di altre destinazioni turistiche del Mediterraneo e dell’Atlantico.

Lo sviluppo di collegamenti con nuovi mercati internazionali, insieme a una pianificazione più mirata delle strategie commerciali, potrebbe inoltre favorire un turismo con una maggiore capacità di spesa, in linea con l’obiettivo di incrementare la qualità dell’offerta senza puntare esclusivamente sulla crescita dei volumi.

Tariffe, investimenti e nuove rotte

Uno degli aspetti più rilevanti della cogestione riguarda la possibilità di incidere sulle tariffe aeroportuali e sulle politiche commerciali.

Una maggiore flessibilità potrebbe consentire di incentivare l’apertura di nuove rotte, sostenere collegamenti considerati strategici e migliorare la capacità delle isole di competere con altri aeroporti europei.

Anche la programmazione degli investimenti potrebbe beneficiare di una conoscenza più diretta delle esigenze locali. Interventi sulle infrastrutture, ampliamenti, servizi ai passeggeri e innovazioni tecnologiche potrebbero essere pianificati tenendo maggiormente conto delle necessità specifiche del territorio canario.

Un ulteriore obiettivo potrebbe essere quello di consolidare il ruolo delle Canarie come hub atlantico, rafforzando la funzione degli aeroporti quale punto di collegamento tra Europa, Africa e America.

I rischi di un cambiamento

Il dibattito, tuttavia, presenta anche elementi di cautela.

L’attuale modello di AENA si basa su una rete nazionale nella quale gli aeroporti economicamente più redditizi contribuiscono a sostenere quelli che registrano risultati meno favorevoli. Gli scali canari rientrano tra quelli che garantiscono risultati particolarmente positivi.

Un’eventuale modifica di questo equilibrio potrebbe produrre conseguenze finanziarie e organizzative che meritano un’attenta valutazione.

Un secondo elemento riguarda il rischio di una gestione eccessivamente influenzata dalla politica. Decisioni che oggi vengono adottate secondo criteri prevalentemente tecnici potrebbero rallentare qualora dovessero dipendere da contrapposizioni istituzionali o da logiche partitiche.

Investimenti rinviati, procedure più lente o una maggiore burocratizzazione potrebbero finire per incidere negativamente sulla qualità dei servizi e sull’immagine internazionale della destinazione.

Il fatto che gli aeroporti delle Canarie figurino stabilmente tra quelli meglio valutati d’Europa suggerisce inoltre prudenza nel modificare un sistema che, sotto il profilo operativo, ha finora garantito standard elevati di efficienza.

Verso una governance condivisa

La prospettiva più equilibrata sembra quindi essere quella di una governance condivisa con competenze reali e ben delimitate.

Una soluzione di questo tipo consentirebbe di mantenere la solidità tecnica, gestionale e finanziaria di AENA, attribuendo però alle Canarie un ruolo determinante nelle scelte che riguardano il futuro del turismo e della connettività insulare.

Più che assumere la gestione quotidiana degli aeroporti, le istituzioni canarie dovrebbero partecipare con un potere decisionale effettivo sulle strategie commerciali, sulle politiche tariffarie, sugli investimenti e sulla programmazione delle rotte.

Una cogestione limitata a un semplice ruolo consultivo rischierebbe infatti di produrre effetti marginali, mentre una partecipazione dotata di competenze concrete potrebbe contribuire a rendere il sistema più aderente alle esigenze delle isole.

Una scelta che guarda al futuro

Il confronto sulla cogestione degli aeroporti rappresenta, in definitiva, una riflessione sul modello di sviluppo delle Canarie.

Gli scali non sono soltanto punti di arrivo e di partenza per milioni di passeggeri. Per un arcipelago distante dal continente costituiscono un’infrastruttura strategica dalla quale dipendono turismo, economia, mobilità e proiezione internazionale.

Trovare un equilibrio tra l’esperienza gestionale di AENA e una maggiore capacità decisionale delle istituzioni canarie potrebbe rappresentare la strada più efficace per affrontare le sfide dei prossimi anni, rafforzando il ruolo degli aeroporti come strumenti di sviluppo economico e di crescita sostenibile per l’intero arcipelago.

 

 

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