I migliori 5 articoli
di questa settimana

Articoli correlati

CASA E CIBO SI MANGIANO QUASI TUTTO: ALLE CANARIE LE SPESE ESSENZIALI PESANO SEMPRE DI PIÙ

Quasi metà della spesa media delle famiglie dell’Arcipelago viene assorbita dall’abitazione e dall’alimentazione. Dietro le cifre, però, convivono realtà molto diverse e per chi paga un affitto recente il peso può essere decisamente maggiore.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 3 minuti

Nel 2025 una famiglia delle Canarie ha speso mediamente 32.921 euro, poco più di 2.740 euro al mese.

Secondo i dati dell’Encuesta de Presupuestos Familiares dell’Istituto nazionale di statistica spagnolo, 10.050 euro sono stati destinati all’abitazione e 5.593 euro all’acquisto di alimenti e bevande analcoliche.

La somma corretta delle due voci è di 15.643 euro, pari a circa il 47,5% della spesa familiare complessiva.

In parole povere, quasi un euro su due è servito per avere un tetto, sostenere le spese domestiche e mettere qualcosa in tavola.

Il dato descrive una situazione pesante, ma deve essere letto con attenzione. Non significa che ogni famiglia canaria spenda esattamente quelle cifre e, soprattutto, non significa che metà dello stipendio di un singolo lavoratore venga automaticamente destinata all’affitto e al supermercato.

La statistica riguarda infatti l’intero nucleo familiare e mette insieme persone sole, coppie, famiglie con figli, pensionati, proprietari di casa e inquilini.

UNA MEDIA NON È LA FOTOGRAFIA DI OGNI FAMIGLIA

Le medie sono utili per capire una tendenza generale, ma possono nascondere differenze molto profonde.

Dentro i 32.921 euro di spesa media convivono la persona che vive sola e la coppia con due figli; chi percepisce un solo stipendio e chi dispone di due redditi; il proprietario che ha terminato di pagare il mutuo e l’inquilino che versa ogni mese 1.000 euro o più.

Lo stesso INE evidenzia quanto il tipo di nucleo condizioni il livello di spesa. Nel complesso della Spagna, nel 2025 una coppia con figli ha sostenuto una spesa media di 44.438 euro, mentre una persona sola ha speso poco più di 23.000 euro.

Dire che una famiglia spende mediamente 466 euro al mese per il cibo, quindi, non significa che quella cifra sia sufficiente per tutti. Allo stesso modo, gli 838 euro mensili ricavati dalla voce abitativa non rappresentano il prezzo medio di un affitto.

La media non è falsa, ma va spiegata. Senza questa spiegazione rischia di apparire molto distante dalla realtà vissuta da una parte crescente della popolazione.

GLI 838 EURO NON SONO L’AFFITTO MEDIO DELLE CANARIE

La voce “abitazione” comprende molto più del semplice canone di locazione.

Dentro il calcolo entrano acqua, elettricità, gas, spese condominiali e altri costi legati alla casa. L’INE include inoltre il cosiddetto affitto imputato o figurativo: un valore teorico attribuito all’abitazione nella quale vive chi è proprietario oppure dispone gratuitamente della casa.

Non si tratta necessariamente di denaro realmente uscito dal conto corrente. È un metodo statistico utilizzato per confrontare le condizioni abitative di famiglie che vivono in situazioni differenti.

Nella stessa media vengono quindi inseriti il proprietario senza mutuo, chi paga una rata contenuta, l’inquilino con un vecchio contratto favorevole e chi ha appena trovato casa ai prezzi attuali.

Per quest’ultimo gruppo, la situazione è molto diversa.

Alla fine del 2025 il prezzo richiesto per gli affitti nelle Canarie aveva raggiunto mediamente 15,3 euro al metro quadrato, con un aumento annuale dell’8,2%. Un appartamento di 50 metri quadrati poteva quindi avvicinarsi a 765 euro al mese, mentre uno di 60 metri quadrati poteva superare i 900 euro, prima ancora di aggiungere utenze e altre spese domestiche.

Nelle città principali e nelle zone turistiche trovare un’abitazione intera sotto gli 800 euro è diventato molto difficile. La cifra media rilevata dall’INE può quindi apparire relativamente bassa proprio perché comprende molte famiglie che non devono affrontare oggi il mercato degli affitti.

466 EURO PER MANGIARE: DIPENDE DA QUANTI SI È E DA COSA SI COMPRA

Anche i 5.593 euro destinati all’alimentazione devono essere interpretati. La cifra equivale a circa 466 euro al mese per famiglia ed esclude ristoranti, bar e pasti consumati fuori casa, che vengono inseriti in un’altra categoria.

Per una persona sola possono essere sufficienti. Per una coppia o una famiglia con figli possono risultare limitati, soprattutto quando si cerca di seguire un’alimentazione varia e basata su prodotti freschi e di buona qualità.

La spesa dipende dal numero dei componenti, dall’età, dalle esigenze personali e dalle abitudini alimentari. Dipende anche da ciò che si decide, o si riesce, a mettere nel carrello.

Un bilancio molto ristretto, però, riduce inevitabilmente la libertà di scelta. Pesce, frutta fresca, carne di qualità e alcuni prodotti meno lavorati possono costare di più. Quando mancano denaro e tempo, aumenta anche il rischio di affidarsi più spesso a cibi pronti, molto calorici o ultra-processati.

Per questo i 466 euro possono sembrare adeguati per qualcuno e insufficienti per altri. La statistica ci dice quanto le famiglie hanno speso mediamente, non quale sarebbe la cifra necessaria per garantire a tutti un’alimentazione equilibrata e di qualità.

IN DIECI ANNI LA SPESA ALIMENTARE È AUMENTATA DEL 51,3%

Il dato più preoccupante non è soltanto quanto si spende oggi, ma la velocità con cui il costo dell’alimentazione è cresciuto.

Nel 2025 la spesa alimentare delle famiglie canarie è aumentata dell’8,1%, quasi il doppio rispetto al 4,4% registrato a livello nazionale. Nel complesso della Spagna, il costo medio per alimenti e bevande analcoliche ha raggiunto 5.626 euro per famiglia.

Negli ultimi dieci anni, nelle Canarie, la spesa destinata al cibo è cresciuta del 51,3%, contro il 36,4% della media spagnola.

Questo non significa che le famiglie mangino il 51% in più. Significa che per acquistare molti degli stessi prodotti devono destinare una quantità di denaro molto maggiore.

Nel frattempo, nelle Isole sono diminuite le spese per mobili e articoli della casa, trasporti, ristoranti, servizi di alloggio e cura personale.

Il meccanismo è facile da comprendere: prima si pagano la casa, le bollette e il supermercato. Quello che rimane deve bastare per muoversi, vestirsi, curarsi, affrontare gli imprevisti e, quando possibile, risparmiare.

Quando il denaro non è sufficiente, si taglia ciò che può essere rinviato.

SPENDERE MENO NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE VIVERE MEGLIO

Nel 2025 la spesa media delle famiglie canarie è risultata inferiore di 2.179 euro rispetto ai 35.101 euro della media nazionale. In Spagna, la spesa familiare complessiva è cresciuta del 3,1%, mentre nelle Canarie l’aumento si è fermato allo 0,7%.

Questo dato potrebbe essere interpretato come il segnale di un territorio meno caro o di famiglie più prudenti. Non è necessariamente così.

Spendere meno può significare anche avere redditi inferiori e minori possibilità di consumo. Una famiglia che rinuncia a cambiare un mobile, riduce gli spostamenti o evita di mangiare fuori non sta sempre risparmiando per scelta. Molto spesso sta semplicemente cercando di far quadrare i conti.

Il dato nazionale mostra chiaramente che il peso delle spese essenziali aumenta soprattutto per i nuclei economicamente più deboli: il 20% delle famiglie con la minore capacità di spesa destina il 61,5% del proprio bilancio ad abitazione e alimentazione.

La media generale delle Canarie parla del 47,5%, ma per chi ha redditi bassi, figli a carico e un affitto recente la percentuale reale può essere molto più alta.

La fotografia che emerge è quindi meno rassicurante di quanto possa sembrare. Casa e cibo assorbono quasi metà della spesa media, ma dietro quella media si nascondono famiglie alle quali, dopo aver pagato affitto, utenze e supermercato, rimane ben poco per tutto il resto.

Fonti: Instituto Nacional de Estadística, Encuesta de Presupuestos Familiares 2025; Idealista, dati sull’andamento dei prezzi degli affitti nelle Canarie.

 

 

Articoli popolari