Le Canarie continuano a fare i conti con un problema ambientale che interessa direttamente le loro coste: gli scarichi dalla terra verso il mare.
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Secondo l’ultimo censimento pubblicato dal Governo delle Canarie, nell’Arcipelago risultano complessivamente 403 punti di scarico. Di questi, 112, pari al 28% del totale, dispongono di un’autorizzazione, mentre altri 75, il 19%, si trovano in fase di autorizzazione.
Restano quindi 216 punti, pari al 54%, che risultano privi di autorizzazione.
Considerando insieme quelli ancora in fase di regolarizzazione e quelli senza autorizzazione, oltre sette punti di scarico su dieci non dispongono attualmente di un’autorizzazione definitiva.
Un problema arrivato anche in Parlamento
La questione è stata affrontata anche nel Parlamento delle Canarie.
Il 28 aprile 2026 la deputata regionale del PSOE Alicia Vanoostende, intervenendo sul controllo degli scarichi a mare e sulle conseguenze della contaminazione in alcune zone costiere dell’Arcipelago, utilizzò parole particolarmente dure, arrivando ad affermare che in determinati punti i cittadini continuano a fare il bagno «en mierda, literalmente».
Una dichiarazione che ha riportato l’attenzione politica sulla situazione della depurazione, dei controlli e della gestione delle acque reflue nelle Isole.
Oltre la metà degli scarichi riguarda acque reflue urbane
I dati ufficiali permettono anche di ricostruire la natura dei 403 punti censiti.
Il 54% riguarda scarichi di acque reflue urbane sottoposte a differenti livelli di trattamento. Il 15% è costituito da scarichi di acqua salata proveniente dalle piscine, mentre il 13% riguarda la salamoia, alla quale si aggiungono altre tipologie di scarico.
Dal punto di vista territoriale, Tenerife concentra il 45% dei punti censiti, seguita da Gran Canaria con il 29%.
Le due isole raccolgono quindi, da sole, quasi tre quarti degli scarichi registrati nell’intero Arcipelago.
Nel 2026 previste 30 ispezioni
Un altro dato riguarda l’attività di controllo.
Il Programma di Ispezione Ambientale per il 2026 prevede 30 ispezioni agli impianti di scarico dalla terra verso il mare.
Il numero va confrontato con i 403 punti complessivamente censiti e riporta al centro il tema della capacità effettiva di controllo del territorio e dei tempi necessari per completare la regolarizzazione delle situazioni ancora prive di autorizzazione.
Una questione ambientale che riguarda direttamente le coste
Per un Arcipelago che basa una parte fondamentale della propria immagine e della propria economia sul mare, sulle spiagge e sulla qualità ambientale, la gestione degli scarichi rappresenta inevitabilmente una questione centrale.
I numeri non provengono da associazioni ambientaliste o da campagne politiche, ma dallo stesso Governo delle Canarie, che ha pubblicato il censimento aggiornato e una mappa nella quale è possibile verificare la localizzazione e la situazione amministrativa dei singoli punti di scarico.
La fotografia che emerge è quella di un sistema ancora lontano dalla completa regolarizzazione.
Resta quindi aperta una domanda che riguarda amministrazioni, cittadini e settore turistico: quanto tempo sarà ancora necessario affinché una delle principali risorse naturali delle Canarie, il mare, possa contare su un sistema di depurazione, controllo e autorizzazione pienamente adeguato alla pressione esercitata sul territorio?
Fonti
Governo delle Canarie – Censimento degli scarichi dalla terra verso il mare
https://www.gobiernodecanarias.org/medioambiente/materias/vertidos-tierra-mar/censo-vertidos/

