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Canarie, spariscono i piccoli negozi: in quindici anni persi oltre 8.400 locali commerciali

Il commercio dell’Arcipelago cambia volto: dal 2010 al 2025 gli esercizi sono diminuiti del 18,7%. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le attività più piccole e senza dipendenti.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 3 minuti

Le Canarie continuano a crescere per popolazione, turismo e attività economica, ma nelle strade delle città e dei centri abitati il commercio sta cambiando profondamente. In quindici anni l’Arcipelago ha perso 8.482 locali commerciali, passando dai 45.272 del 2010 ai 36.790 registrati all’inizio del 2025.

Significa una riduzione del 18,7%.

Il dato emerge dall’ultimo rapporto sulla struttura commerciale elaborato dall’Observatorio del Comercio de Canarias sulla base del Directorio Central de Empresas dell’INE e racconta soprattutto una trasformazione: a perdere terreno non sono tutti nello stesso modo. Il peso maggiore della contrazione è ricaduto sul commercio più piccolo.

A PAGARE SONO SOPRATTUTTO I PICCOLI

Dei circa 8.500 locali scomparsi rispetto al 2010, ben 6.207 appartenevano ad attività senza lavoratori dipendenti.

È proprio questa fascia, quella del piccolo commerciante, dell’autonomo e spesso dell’attività familiare, ad aver subito la riduzione più pesante.

Parliamo di negozi con strutture minime, spesso legati direttamente al lavoro del titolare, che negli ultimi quindici anni hanno mostrato una capacità di resistenza inferiore rispetto alle imprese più organizzate.

Il quadro cambia infatti quando aumentano le dimensioni aziendali. Le attività appartenenti a imprese con più dipendenti sono cresciute, mentre quelle più piccole hanno continuato a perdere terreno.

Questo non significa che ogni piccolo negozio chiuso sia stato sostituito da una catena commerciale. I dati non consentono di stabilire cosa sia accaduto fisicamente a ogni singolo locale. Mostrano però una tendenza difficilmente ignorabile: le strutture più piccole diminuiscono mentre quelle con maggiore capacità organizzativa e occupazionale resistono meglio.

QUASI 6.000 NEGOZI AL DETTAGLIO IN MENO

A subire il ridimensionamento maggiore è stato il commercio al dettaglio.

Rispetto al 2010, nelle Canarie sono scomparsi quasi 6.000 locali dedicati alla vendita al dettaglio, che rappresentano la parte principale dell’intera riduzione registrata nel settore commerciale.

Anche il commercio all’ingrosso ha perso attività, mentre il comparto della vendita e riparazione di veicoli ha mostrato una maggiore stabilità.

La discesa, tuttavia, non è stata continua. Dopo una prima fase di contrazione, il numero dei locali commerciali era tornato a crescere fino al 2019. Negli anni successivi la tendenza si è nuovamente invertita, con una riduzione che si è accentuata nel periodo della pandemia.

Esiste anche una precisazione statistica importante. Dal 2022 il DIRCE ha modificato la propria metodologia, eliminando dagli archivi alcune unità considerate inattive. Il forte calo registrato tra il 2022 e il 2023 non può quindi essere interpretato semplicemente come migliaia di negozi che hanno abbassato la saracinesca nel giro di dodici mesi: una parte della diminuzione deriva dalla revisione statistica.

La tendenza di lungo periodo, però, rimane evidente.

All’inizio del 2025 nelle Canarie risultavano poco meno di 37.000 locali commerciali, distribuiti in maniera abbastanza equilibrata tra le province di Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife.

La fotografia che emerge non è quindi semplicemente quella di alcune migliaia di negozi in meno. È quella di un modello commerciale che lentamente cambia struttura, nel quale il piccolo esercizio indipendente perde presenza mentre le organizzazioni di maggiori dimensioni mostrano una capacità di resistenza superiore.

Il rischio è che, insieme alle attività, cambi anche il volto delle città: meno commercio di prossimità, meno microimprese e una presenza crescente di strutture economicamente più solide.

Non necessariamente un commercio più povero, dunque, ma certamente un commercio diverso da quello che le Canarie avevano quindici anni fa.

Fonte: dati Observatorio del Comercio de Canarias elaborati su DIRCE-INE.

 

 

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