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Maspalomas, svolta per chi vive negli appartamenti turistici: più diritti, ma non per tutti

Approvata all’unanimità la nuova ordinanza comunale che punta a chiarire la posizione legale di migliaia di residenti. Arriva il certificato municipale, ma restano limiti, possibili ricorsi e questioni ancora irrisolte.

✍️ Italiano alle Canarie

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MASPALOMAS – Dopo decenni di incertezze, contestazioni e controversie legali, il Comune di San Bartolomé de Tirajana compie un passo significativo per chiarire la situazione di chi vive stabilmente negli appartamenti e nei bungalow situati nelle zone turistiche del sud di Gran Canaria.

Il 29 ottobre 2026, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità, in via iniziale, una nuova ordinanza destinata a identificare i diritti dei proprietari e la situazione urbanistica degli immobili utilizzati come abitazioni. Un provvedimento atteso da anni, che tuttavia non rappresenta una sanatoria generalizzata.

UNA QUESTIONE CHE COINVOLGE MIGLIAIA DI RESIDENTI

Il problema riguarda soprattutto località come Playa del Inglés, Sonnenland, Campo Internacional, Meloneras, San Agustín, Bahía Feliz e Playa del Águila.

Secondo i dati richiamati dal Comune nel 2024, nelle zone turistiche del territorio risultavano registrati all’anagrafe 17.536 residenti. Un numero importante, che dimostra come queste località non siano soltanto destinazioni turistiche, ma anche luoghi nei quali migliaia di persone hanno costruito la propria vita.

Questo dato, tuttavia, non significa che tutti i residenti siano coinvolti in situazioni di irregolarità urbanistica.

La questione nasce dalla sovrapposizione, nel corso degli anni, di normative turistiche e urbanistiche differenti, che hanno creato incertezza sulla possibilità di utilizzare stabilmente come abitazione immobili situati in complessi turistici.

TRE SITUAZIONI GIURIDICHE DIFFERENTI

La nuova ordinanza distingue tre principali categorie di immobili.

La prima comprende le abitazioni il cui utilizzo residenziale risulta conforme alla pianificazione urbanistica.

La seconda riguarda gli immobili che possono beneficiare di una situazione giuridica consolidata, in presenza delle condizioni previste dalla legislazione.

La terza comprende gli immobili considerati fuori ordinamento urbanistico (fuera de ordenación), soggetti a specifiche limitazioni.

Per stabilire la situazione di ciascuna proprietà saranno determinanti la data di inizio dell’utilizzo residenziale, le eventuali autorizzazioni e le disposizioni vigenti nei diversi periodi.

I riferimenti principali comprendono il Piano urbanistico del 1996, la legge canaria di rinnovamento turistico del 2013 e la legge del suolo del 2017.

IL CERTIFICATO COMUNALE: IL PRINCIPALE VANTAGGIO

Una delle novità più importanti riguarda la possibilità, dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza, di richiedere un certificato ufficiale che attesti la situazione giuridica dell’utilizzo residenziale dell’immobile.

Il Comune potrà esaminare atti di proprietà, licenze, documentazione catastale, precedenti amministrativi, iscrizioni anagrafiche, contratti e utenze domestiche.

Il procedimento prevede un termine di un mese per il rilascio del certificato.

Per molti proprietari potrebbe rappresentare uno strumento utile per documentare i propri diritti ed eventualmente sostenere le proprie ragioni nei procedimenti amministrativi.

Il vantaggio è evidente: maggiore chiarezza e criteri di valutazione uniformi, al posto di una situazione caratterizzata per anni da interpretazioni contrastanti.

I LIMITI: NESSUNA REGOLARIZZAZIONE AUTOMATICA

Il punto più delicato riguarda gli effetti concreti della nuova ordinanza.

Il certificato comunale avrà carattere dichiarativo: servirà a documentare una situazione giuridica, ma non comporterà automaticamente la legalizzazione di un utilizzo residenziale irregolare.

Non cancellerà neppure le sanzioni già definitive.

Resta inoltre da completare il procedimento amministrativo, con la fase di esposizione pubblica, la presentazione delle eventuali osservazioni e l’approvazione definitiva.

Un ulteriore elemento di incertezza riguarda il rapporto con la futura normativa autonoma delle Canarie e con il Piano di Modernizzazione di Maspalomas–Costa Canaria, destinato ad affrontare la distinzione tra utilizzi turistici e residenziali.

LE CRITICITÀ E IL RISCHIO DI NUOVE CONTROVERSIE

Il provvedimento ha ricevuto il sostegno della Plataforma de Afectados por la Ley Turística (PALT), da anni impegnata nella difesa dei proprietari.

Non mancano, tuttavia, le perplessità del settore turistico.

La Federazione degli imprenditori alberghieri e turistici di Las Palmas ha manifestato riserve sulla procedura seguita dal Comune, senza escludere possibili iniziative legali qualora l’ordinanza entrasse in contrasto con la legislazione autonoma.

Il rischio è che una misura concepita per ridurre l’incertezza finisca per alimentare ulteriori controversie, soprattutto nei casi in cui gli interessi residenziali e quelli turistici risultino difficilmente conciliabili.

UNA CONQUISTA IMPORTANTE, MA LA SOLUZIONE È ANCORA LONTANA

La decisione del Comune rappresenta un riconoscimento significativo di una realtà spesso trascurata: Maspalomas non è soltanto una destinazione turistica, ma anche un territorio nel quale migliaia di persone vivono stabilmente.

La nuova ordinanza offre strumenti per chiarire diritti e situazioni giuridiche, senza però garantire a tutti i proprietari il riconoscimento dell’utilizzo residenziale.

La vera prova arriverà con l’applicazione concreta delle disposizioni, il rilascio dei certificati e il coordinamento con la legislazione regionale.

Il risultato politico è stato raggiunto. Quello giuridico, per molti residenti, resta ancora da conquistare.

 

 

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