L’apparente crescita economica e retorica del benessere non bastano quando l’accesso alla casa diventa un privilegio per pochi.
✍️ Italiano alle Canarie
Vivere a casa dei genitori fino all’età adulta è ormai una condizione diffusa e sempre più normalizzata in Spagna e non solo. Non si tratta più di una scelta temporanea o legata a fattori culturali, ma della conseguenza diretta di dinamiche economiche strutturali che rendono l’autonomia abitativa sempre più difficile da raggiungere.
Un fenomeno ampiamente documentato
Secondo i dati ufficiali, una quota molto elevata di giovani rimane nel nucleo familiare ben oltre i vent’anni. Le elaborazioni basate su dati Eurostat indicano che circa il 60–65% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vive ancora con i genitori, una percentuale nettamente superiore alla media dell’Unione Europea. A confermare questo quadro contribuiscono anche le statistiche dell’INE: l’Encuesta Continua de Hogares mostra che oltre il 55% dei giovani tra i 25 e i 29 anni vive ancora in famiglia e che la quota resta significativa anche nella fascia 30–34 anni, dove supera il 25%.
Il nodo centrale: il mercato immobiliare
La permanenza prolungata in casa non è legata a una mancanza di volontà di emancipazione, ma a condizioni economiche sfavorevoli. Il mercato immobiliare rappresenta il principale ostacolo. Negli ultimi anni i prezzi degli affitti hanno registrato aumenti molto sostenuti: secondo i principali portali immobiliari, come idealista e Fotocasa, i canoni di locazione hanno segnato crescite a doppia cifra, raggiungendo in molte città livelli difficilmente compatibili con i salari medi.
Questo squilibrio colpisce in particolare i giovani e chi si trova all’inizio del proprio percorso lavorativo, spesso caratterizzato da contratti precari e retribuzioni contenute.
Casa di proprietà sempre più lontana
A ciò si aggiunge l’inaccessibilità della casa di proprietà, ormai fuori portata per una larga fascia di popolazione giovanile. Precarietà occupazionale, redditi insufficienti e difficoltà di accesso al credito contribuiscono a ritardare ulteriormente l’emancipazione. In questo contesto, l’età media di uscita dalla famiglia continua a spostarsi in avanti, attestandosi intorno ai 30 anni, in linea con quanto avviene in altri Paesi del Sud Europa, come l’Italia.
Prospettive sempre più critiche
Le prospettive non appaiono particolarmente favorevoli e rischiano anzi di peggiorare nel medio periodo. Per i giovani che vivono in Spagna, così come per quelli che scelgono di emigrare nel Paese — italiani compresi — il costo elevato della vita e degli affitti rende l’autonomia abitativa difficile da sostenere nel lungo periodo.
Il nodo centrale resta lo stesso: senza lavori stabili, ben remunerati e con reali prospettive di crescita, l’emancipazione rischia di diventare un obiettivo irraggiungibile per un’intera generazione. In questo scenario, la retorica della crescita economica e dei buoni dati macro perde contatto con la realtà quotidiana di milioni di giovani, che continuano a rimandare scelte fondamentali di vita.
Se l’accesso alla casa resta subordinato al reddito alto o alla disponibilità di un sostegno familiare, l’indipendenza smette di essere un diritto sociale e si trasforma in un privilegio. Un segnale chiaro di una frattura strutturale che, se non affrontata con politiche incisive su salari e abitazione, è destinata a produrre effetti duraturi sul tessuto economico e sociale del Paese.


