Intersindical, organizzazione sindacale che rappresenta diversi settori del pubblico impiego, tra cui quello sanitario, annuncia mobilitazioni in assenza di cambiamenti “urgenti e strutturali”
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✍️ Italiano alle Canarie
La sanità pubblica canaria vive una situazione “critica, strutturale e cronicizzata”, segnata da liste d’attesa, “uso inadeguato del denaro pubblico”, privatizzazione, professionisti esausti e sistema al collasso, sia nei pronto soccorso sia nell’assistenza primaria.
Questa è la radiografia di Intersindical Canaria sul sistema sanitario delle Isole, che soffrirebbe, secondo il sindacato, di “oltre 30 anni di cattiva gestione e abbandono istituzionale” e che, in assenza di cambiamenti, potrebbe portare a mobilitazioni dell’organizzazione dei lavoratori.
Pazienti in lista d’attesa
Tra i dati che descrivono una situazione “preoccupante”, Intersindical pone l’accento sulle liste d’attesa. In alcune specialità, i tempi per le visite ambulatoriali superano i sei e arrivano fino a dodici mesi; oltre 30.000 persone attendono un intervento chirurgico, molte delle quali con un ritardo superiore ai sei mesi.
Il sindacato sostiene che, sommando tutte le liste d’attesa – chirurgiche, per visite specialistiche e per esami diagnostici – il totale supererebbe i 200.000 pazienti in attesa nelle Canarie.
A ciò si aggiungerebbe il problema dell’“opacità” nella pubblicazione di dati disaggregati per isola e per specialità, oltre a modifiche metodologiche che, a giudizio dell’organizzazione, renderebbero più difficile interpretare la reale entità delle liste d’attesa.
Perdita di professionalità nella gestione
Uno dei nodi centrali individuati dal sindacato riguarda la gestione sanitaria. Intersindical afferma che la direzione del sistema “non è nelle mani di professionisti sanitari con conoscenza reale”, ma di incaricati designati per affinità politica, senza considerare adeguatamente capacità, esperienza o meriti.
Secondo il sindacato, questo modello genera “inefficienza, improvvisazione e mancanza di pianificazione” e trasforma la sanità pubblica in “uno strumento al servizio di interessi estranei alla salute collettiva”.
Privatizzazione della sanità
Tra tali interessi, la Federazione della Salute denuncia quella che definisce una “privatizzazione occulta”, attraverso il trasferimento di “risorse milionarie” verso la sanità privata. Nel contempo, secondo l’organizzazione, verrebbero smantellati servizi pubblici, chiusi posti letto e cronicizzate le liste d’attesa.
La mancata esecuzione del bilancio si traduce direttamente in una carenza di risorse umane, con organici ridotti al minimo, e in una carenza di risorse materiali, con attrezzature obsolete o insufficienti. Si registrano inoltre deficit infrastrutturali, legati a strutture invecchiate e inadeguate, e un’assenza di manutenzione preventiva e correttiva che provoca deterioramento, guasti continui e rischi lavorativi.
Professionisti esausti e servizi al collasso
Secondo il sindacato le carenze determinerebbero un sovraccarico per il personale sanitario, con turni “interminabili”, mancanza di sostituzioni, alti tassi di precarietà e temporaneità contrattuale, fattori che avrebbero contribuito a un aumento delle assenze per ansia e sindrome da burnout.
“Il sistema non è stato adattato alle reali necessità della popolazione” e ciò, sempre secondo Intersindical, si riflette negli organici e in servizi come l’Assistenza Primaria, definita “assolutamente al collasso”, con carichi di pazienti superiori agli standard raccomandati e agende che si chiudono in meno di un’ora in alcuni centri, mentre i tempi di attesa per una visita ordinaria superano i sette o dieci giorni.
L’organizzazione denuncia inoltre che le Canarie si collocano al di sotto della media nazionale per numero di posti letto ospedalieri per abitante, in un contesto caratterizzato dall’aumento della popolazione e dall’arrivo di circa 18 milioni di turisti l’anno. Una situazione ulteriormente aggravata dalla presenza di pazienti che occupano posti letto ospedalieri per la mancanza di strutture sociosanitarie adeguate.
Possibili mobilitazioni
Intersindical chiede una gestione “realmente professionalizzata”, priorità assoluta per la sanità pubblica rispetto a quella privata, esecuzione integrale e trasparente dei bilanci e un piano strategico urgente per il rafforzamento di organici e infrastrutture, oltre al rispetto dei diritti del lavoro e della salute dei professionisti.
In assenza di “cambiamenti strutturali immediati”, il sindacato annuncia l’avvio di un processo assembleare per definire un calendario progressivo di mobilitazioni a difesa della sanità pubblica canaria.


