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DOCENTI ALLE CANARIE, LA CATTEDRA C’È MA LA CASA NO: QUANDO GLI AFFITTI METTONO IN CRISI ANCHE LA SCUOLA

Un anno fa emergevano i primi casi di insegnanti costretti a rinunciare agli incarichi perché non riuscivano a trovare un alloggio accessibile. Da allora gli affitti sono ulteriormente aumentati e il problema non sembra essere stato risolto.

✍️ Italiano alle Canarie

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Una cattedra disponibile, un insegnante pronto ad accettarla e una scuola che ha bisogno di coprire il posto. Sulla carta sembrerebbe tutto risolto.

Nelle Canarie, però, tra l’assegnazione dell’incarico e l’ingresso in aula si è inserito un ostacolo sempre più difficile da superare: trovare una casa a un prezzo compatibile con lo stipendio.

Già nel luglio 2025 venivano segnalati casi di docenti che rinunciavano alle destinazioni perché non riuscivano a trovare un alloggio, soprattutto nelle isole non capitaline e nelle zone turistiche maggiormente colpite dalla pressione immobiliare.

A distanza di un anno, la situazione non sembra essere migliorata.

NON BASTA ASSEGNARE UNA CATTEDRA

Il problema riguarda soprattutto insegnanti interini, supplenti e personale costretto a spostarsi da un’isola all’altra.

In molti casi la nomina arriva con pochissimo preavviso. Il docente deve presentarsi rapidamente nella nuova scuola, trovare un collegamento aereo o marittimo e cercare un’abitazione senza sapere con certezza quanto durerà l’incarico.

Una sostituzione può durare alcuni mesi, ma anche soltanto poche settimane. Il mercato immobiliare, nel frattempo, offre spesso contratti stagionali, abitazioni destinate agli affitti turistici o canoni difficilmente sostenibili da chi deve mantenere anche una casa e una famiglia nell’isola di provenienza.

Nel settembre 2025 la televisione pubblica canaria raccontava di professori costretti a rifiutare il posto di lavoro. In alcuni casi, secondo le testimonianze raccolte, l’alloggio avrebbe assorbito oltre la metà dello stipendio mensile.

Lo stesso assessore regionale all’Istruzione, Poli Suárez, riconobbe pubblicamente che l’accesso alla casa rappresentava uno dei principali problemi per i docenti trasferiti, in particolare nelle isole non capitaline.

GLI AFFITTI, INTANTO, SONO ANCORA SALITI

Il confronto con i dati aggiornati rende la questione ancora più evidente.

Nel giugno 2026 il prezzo medio richiesto per una casa in affitto nelle Canarie ha raggiunto i 15,9 euro al metro quadrato, con una crescita del 4,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta di un prezzo superiore anche alla media nazionale spagnola, ferma a 15,3 euro al metro quadrato.

Una semplice proiezione statistica porta il canone di un’abitazione di 60 metri quadrati a circa 954 euro al mese, senza considerare deposito, garanzie, utenze, spese di trasferimento e trasporti.

Naturalmente i prezzi cambiano molto da un territorio all’altro. Il dato medio, inoltre, non fotografa completamente il problema della disponibilità: in alcune località trovare una casa per l’intero anno scolastico può essere persino più difficile che pagarla.

Quando l’incarico è temporaneo, il paradosso diventa evidente. Un docente potrebbe essere chiamato a trasferirsi per poche settimane, anticipando centinaia o migliaia di euro senza avere la certezza di recuperare le spese sostenute.

IL CASO LIMITE DELLA GRACIOSA

La Graciosa rappresenta uno degli esempi più significativi.

Nel marzo 2026 il sindacato Docentes de Canarias–INSUCAN denunciava le difficoltà incontrate dagli insegnanti nel trovare un’abitazione sull’isola. Chi sceglieva di vivere a Lanzarote e raggiungere quotidianamente La Graciosa poteva arrivare a sostenere circa 1.400 euro per ogni corso scolastico soltanto per i collegamenti marittimi.

La questione, quindi, non riguarda esclusivamente il costo della casa. Entrano in gioco la frammentazione territoriale dell’arcipelago, i trasporti, la precarietà degli incarichi e la mancanza di soluzioni abitative dedicate al personale pubblico.

NON ESISTE ANCORA UN NUMERO COMPLESSIVO

Non risulta disponibile un dato ufficiale aggiornato che permetta di stabilire quanti docenti abbiano rinunciato nel 2026 esclusivamente per la mancanza di un alloggio. Quindi non è possibile affermare con certezza che il numero delle rinunce sia aumentato rispetto al 2025.

Si può però ragionevolmente dire che il problema continua a essere documentato, che gli affitti sono ulteriormente cresciuti e che le difficoltà abitative incidono concretamente sulla possibilità di accettare alcune destinazioni.

LA CRISI DELLA CASA DIVENTA UNA CRISI DEI SERVIZI PUBBLICI

Quando un docente rinuncia a una destinazione, una cattedra può restare scoperta più a lungo. La scuola deve cercare un altro candidato, le sostituzioni rallentano e le conseguenze ricadono sugli studenti e sulle famiglie.

La crisi abitativa delle Canarie non riguarda più soltanto chi cerca casa, i giovani che vogliono rendersi indipendenti o le famiglie con redditi bassi. Questa sta iniziando a interferire anche con il funzionamento della sanità, dell’istruzione e degli altri servizi essenziali.

Assegnare una cattedra non basta, se chi dovrebbe occuparla non può permettersi di vivere nel luogo in cui è stato mandato.

 

 

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