I migliori 5 articoli
di questa settimana

Articoli correlati

LANZAROTE, L’EMERGENZA IDRICA VERSO I DUE ANNI: TERZA PROROGA FINO A FEBBRAIO 2027

La situazione dichiarata nel febbraio 2025 viene prolungata per altri sei mesi. Le istituzioni annunciano nuovi interventi, ma la durata dell’emergenza conferma la natura strutturale della crisi idrica dell’isola.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 3 minuti

L’emergenza idrica di Lanzarote viene prorogata ancora una volta. La nuova estensione, la terza consecutiva, avrà una durata di sei mesi e resterà in vigore fino al 4 febbraio 2027.

La dichiarazione era stata approvata definitivamente nel gennaio 2025 ed era entrata in vigore il 4 febbraio dello stesso anno, con la pubblicazione nel Bollettino ufficiale delle Canarie.

Alla scadenza dell’ultima proroga, Lanzarote avrà quindi trascorso due anni esatti in una condizione formalmente definita emergenziale.

Un periodo tanto lungo rende sempre più difficile considerare la situazione come un evento eccezionale o temporaneo. La continuità dei problemi indica piuttosto una crisi strutturale, legata alle condizioni della rete, alla capacità produttiva degli impianti e alla manutenzione delle infrastrutture.

UN’EMERGENZA DIVENTATA STRUTTURALE

La terza proroga consente alle amministrazioni di continuare a utilizzare procedure straordinarie e accelerate per realizzare opere considerate urgenti.

Lo strumento può risultare necessario per ridurre i tempi burocratici e avviare investimenti che, seguendo l’iter ordinario, richiederebbero tempi più lunghi. La sua applicazione ripetuta evidenzia però anche quanto il sistema idrico dell’isola continui a trovarsi in una situazione di forte fragilità.

Per i residenti il problema non riguarda soltanto le procedure amministrative, ma la regolarità concreta del servizio: perdite nella rete, guasti, interruzioni della distribuzione e difficoltà che si ripetono in diverse zone dell’isola.

La questione centrale non è quindi stabilire se la proroga sia formalmente giustificata, ma comprendere perché, dopo un anno e mezzo di emergenza, non sia stato ancora possibile riportare il sistema a una condizione ordinaria.

UN QUADRO DEFINITO “GRAVE, STRUTTURALE E CONTINUATO”

La gravità della situazione non emerge soltanto dalle denunce dei cittadini o dalle valutazioni giornalistiche.

Nell’aprile 2026 lo stesso Consorcio del Agua di Lanzarote aveva descritto ufficialmente una «perturbazione grave, strutturale e continuata del sistema».

Il rapporto segnalava criticità diffuse nella produzione attraverso la dissalazione, nella distribuzione, nel risanamento, nella depurazione e nel riutilizzo dell’acqua.

Venivano inoltre indicate carenze nella manutenzione preventiva, ritardi nella riparazione dei guasti e un deterioramento progressivo delle infrastrutture.

Il quadro delineato era quindi quello di un sistema sottoposto a problemi contemporanei in quasi tutte le fasi del ciclo dell’acqua: dalla produzione fino alla distribuzione e al trattamento finale.

Non si tratta, di conseguenza, di un singolo guasto o di una difficoltà circoscritta, ma di una combinazione di reti inefficienti, infrastrutture insufficienti e interventi rimandati nel corso degli anni.

TRA INVESTIMENTI ANNUNCIATI E RISULTATI ATTESI

Le amministrazioni coinvolte hanno approvato nuovi interventi e finanziamenti destinati a migliorare la capacità produttiva, la distribuzione e la sicurezza del sistema.

Sarebbe scorretto affermare in anticipo che queste opere non produrranno risultati. Saranno però i tempi di esecuzione e gli effetti concreti sul servizio a stabilire se gli interventi saranno sufficienti per superare definitivamente l’emergenza.

Dopo tre proroghe, il dibattito non può più limitarsi al numero dei progetti approvati o alla quantità di risorse stanziate.

I cittadini hanno bisogno di risultati verificabili: meno perdite, meno guasti, maggiore capacità produttiva e una fornitura regolare anche nei periodi di maggiore domanda.

La nuova proroga rappresenta quindi una misura probabilmente necessaria, ma anche la conferma che gli obiettivi fissati con la dichiarazione iniziale non sono ancora stati raggiunti.

LA SCADENZA DEL FEBBRAIO 2027

La nuova data da osservare sarà il 4 febbraio 2027.

Entro quella scadenza sarà necessario verificare quanti degli interventi annunciati saranno stati completati e se il sistema avrà realmente recuperato condizioni sufficienti per tornare alla gestione ordinaria.

Un’ulteriore proroga trasformerebbe definitivamente l’emergenza da strumento temporaneo a modalità stabile di governo del servizio idrico.

Il problema, a quel punto, non riguarderebbe più soltanto lo stato delle tubature e degli impianti, ma la capacità delle istituzioni di programmare, realizzare e mantenere infrastrutture essenziali per la popolazione.

Lanzarote non può continuare a gestire la propria acqua semplicemente spostando in avanti la data di scadenza dell’emergenza.

 

 

Articoli popolari