Le comunità autonome spagnole riducono complessivamente il proprio squilibrio finanziario grazie all’aumento delle entrate. Le Canarie, invece, fanno esattamente il contrario.
✍️ Italiano alle Canarie
Nel primo trimestre del 2026 il deficit dell’Arcipelago ha raggiunto i 483 milioni di euro, contro i 150 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.
In appena dodici mesi, il disavanzo è aumentato di 333 milioni di euro, più che triplicato.
Un risultato che colloca le Isole tra le comunità autonome con i conti peggiori di tutta la Spagna.
UNA CONTRADDIZIONE DIFFICILE DA IGNORARE
Il dato appare ancora più significativo perché arriva mentre, nel resto del Paese, la situazione delle finanze pubbliche regionali sta generalmente migliorando.
Secondo i dati del Ministero delle Finanze spagnolo, le entrate delle comunità autonome sono cresciute più rapidamente delle spese.
Le autonomie hanno inoltre ricevuto dallo Stato oltre 27 miliardi di euro durante il primo trimestre, una cifra superiore a quella dell’anno precedente.
Un contesto favorevole che ha consentito alla maggior parte delle regioni di ridurre il proprio squilibrio.
Le Canarie, invece, hanno ampliato in maniera pesante la distanza tra entrate e spese.
TRA I PEGGIORI CONTI DELLA SPAGNA
In rapporto alle dimensioni della propria economia, le Canarie registrano il secondo peggior saldo autonomico del Paese, superate soltanto dalle Baleari.
Anche osservando i valori assoluti, il dato rimane particolarmente pesante.
Soltanto la Catalogna e la Comunità Valenciana presentano un deficit superiore a quello dell’Arcipelago.
Le Canarie si collocano quindi al terzo posto nazionale per disavanzo assoluto, nonostante abbiano una popolazione e un’economia nettamente inferiori rispetto alle due grandi comunità che le precedono.
LA SPAGNA RIDUCE IL DISAVANZO
Il contrasto non riguarda solamente le altre regioni.
Nel complesso, il deficit delle amministrazioni pubbliche spagnole si è ridotto rispetto all’anno precedente.
Le Canarie si muovono quindi nella direzione opposta rispetto al quadro nazionale.
Mentre lo squilibrio generale diminuisce, quello dell’Arcipelago cresce fino a raggiungere quasi mezzo miliardo di euro in soli tre mesi.
IL PESO DI UNA MACCHINA PUBBLICA COSTOSA
I dati mostrano anche il forte peso delle spese correnti nei conti regionali.
Nel primo trimestre dell’anno, i costi del personale pubblico hanno superato 1,39 miliardi di euro.
A questa cifra si aggiungono oltre 900 milioni in trasferimenti correnti, circa 500 milioni in consumi intermedi e più di 250 milioni in spese in conto capitale.
Questi numeri, da soli, non permettono di stabilire quale singola voce abbia provocato l’aumento del deficit rispetto al 2025.
Descrivono però una macchina amministrativa estremamente costosa, nella quale una parte rilevante delle risorse viene assorbita dal funzionamento ordinario della struttura pubblica.
Le entrate e i trasferimenti provenienti dalle altre amministrazioni continuano a crescere. La spesa, tuttavia, è aumentata abbastanza da allargare ulteriormente la distanza tra ciò che entra e ciò che viene speso.
MENTRE GLI ALTRI MIGLIORANO, LE CANARIE PEGGIORANO
Il punto politico e amministrativo della questione è proprio questo.
Non ci troviamo davanti a un peggioramento generalizzato che coinvolge indistintamente tutte le regioni spagnole.
Le Canarie peggiorano mentre la maggior parte delle comunità autonome migliora.
Ricevono maggiori trasferimenti, beneficiano dell’aumento delle entrate pubbliche e operano all’interno di un sistema nel quale il deficit complessivo si sta riducendo.
Nonostante questo, il disavanzo regionale passa da 150 a 483 milioni di euro in appena un anno.
Una crescita di queste dimensioni non può essere liquidata come una semplice oscillazione contabile.
FONTE
Ministerio de Hacienda – Resumen ejecutivo de ejecución presupuestaria de las Comunidades Autónomas, marzo 2026

