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Maspalomas, il paradosso delle dune: promosse come esperienza turistica mentre aumentano i controlli

TUI inserisce le Dune di Maspalomas tra le destinazioni europee per il trekking nudista. Nel frattempo, la pressione sulla Riserva Naturale Speciale continua a imporre restrizioni e vigilanza sugli accessi irregolari.

✍️ Italiano alle Canarie

Tempo di lettura: 3 minuti

Il gigante turistico TUI promuove le Dune di Maspalomas tra le destinazioni europee più interessanti per il “senderismo nudista”, il trekking senza vestiti legato alla cultura naturista FKK, la Freikörperkultur tedesca.

La proposta viene presentata come un’esperienza di contatto diretto con la natura, ma arriva in un momento in cui proprio la pressione dei visitatori sulla Riserva Naturale Speciale delle Dune di Maspalomas continua a rappresentare uno dei problemi più delicati per la conservazione dell’area.

UNA RISERVA SOTTO PRESSIONE

Secondo quanto riportato da Maspalomas24h, ogni giorno tra 150 e 300 persone accedono alle zone protette oltrepassando i sentieri autorizzati. Al tramonto le concentrazioni possono arrivare fino a circa 500 persone, attratte soprattutto dal panorama, dalle fotografie e dalla possibilità di attraversare l’ambiente dunare.

La questione non riguarda il nudismo. Il naturismo sulle spiagge di Maspalomas esiste da decenni ed è parte della storia turistica della zona.

Il problema nasce quando una riserva naturale fragile viene percepita come uno spazio liberamente attraversabile. Le Dune di Maspalomas sono infatti sottoposte a regole precise proprio per limitare l’impatto umano sulla vegetazione, sulla fauna e sull’equilibrio dell’ecosistema.

La promozione turistica, quindi, finisce per incrociare una realtà molto meno semplice di quella raccontata nelle guide: da una parte l’invito a vivere la natura come esperienza, dall’altra la necessità di impedire che quella stessa esperienza produca un danno.

IL PROBLEMA NON SONO LE REGOLE, MA FARLE RISPETTARE

Negli ultimi tempi Guardia Civil, Servicio de Protección de la Naturaleza (SEPRONA) e agenti ambientali del Cabildo hanno rafforzato la vigilanza all’interno della Riserva.

Il punto, però, non dovrebbe essere soltanto intensificare i controlli quando il problema diventa più evidente. Una zona protetta ha bisogno di una sorveglianza adeguata, costante e permanente.

Le regole esistono già. La vera questione è farle rispettare con continuità, evitando che la tutela del territorio diventi una rincorsa agli effetti della pressione turistica.

TUI, dal canto suo, fa il proprio mestiere e promuove prodotti ed esperienze in grado di attrarre visitatori. La responsabilità delle istituzioni è diversa: stabilire limiti chiari, coordinare promozione e tutela e intervenire quando gli interessi economici entrano in conflitto con la conservazione di un ambiente fragile.

UN PARADOSSO CHE DURA DA ANNI

La vicenda delle Dune di Maspalomas mette in evidenza una contraddizione che alle Canarie non è nuova: trasformare la natura in un prodotto turistico e, contemporaneamente, doverla difendere dalle conseguenze della sua stessa esposizione.

Il turismo può convivere con la tutela ambientale, ma soltanto quando esistono programmazione, limiti chiari e controlli realmente efficaci.

A Maspalomas questa convivenza continua invece a mostrare tutte le sue difficoltà. La necessità di intervenire continuamente sugli accessi irregolari racconta un problema che non nasce oggi e che non può essere affrontato soltanto aumentando temporaneamente la vigilanza.

La protezione di una riserva naturale non dovrebbe dipendere dall’emergenza del momento, ma da una gestione stabile e coerente.

In caso contrario, il rischio è sempre lo stesso: promuovere oggi ciò che domani si sarà costretti a proteggere dalle conseguenze della stessa promozione.

 

 

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