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Canarie, quasi un residente su quattro è nato all’estero: ecco come stanno cambiando le isole

Non è soltanto una percezione di chi vive nell’arcipelago da molti anni e sostiene che «le isole non sono più quelle di una volta». i Numeri lo confermano.

✍️ Italiano alle Canarie

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Secondo i dati riportati sulla base dell’ultima Estadística Continua de Población dell’Instituto Nacional de Estadística, le Canarie hanno raggiunto circa 2,28 milioni di residenti e 553.265 persone, pari al 24,3% della popolazione, sono nate all’estero.

In altre parole, quasi un residente su quattro.

Una precisazione è necessaria. Essere nati all’estero non significa necessariamente possedere oggi una nazionalità straniera. Una parte di queste persone può avere acquisito nel frattempo la cittadinanza spagnola. Lo stesso INE distingue infatti la popolazione per nazionalità da quella classificata secondo il Paese di nascita.

La distinzione statistica è importante, ma non cambia la dimensione del fenomeno.

Negli ultimi dodici mesi le Canarie avrebbero registrato 14.158 residenti nati all’estero in più, mentre la popolazione nata in Spagna è diminuita. L’arcipelago cresce quindi relativamente poco nel numero complessivo degli abitanti, ma cambia molto più velocemente nella sua composizione.

UN CAMBIAMENTO CHE VA OLTRE LA DEMOGRAFIA

Quando quasi un quarto della popolazione di un territorio è nato fuori dai suoi confini, sarebbe difficile sostenere che non esistano conseguenze economiche, sociali e culturali.

Questo non significa attribuire agli stranieri la responsabilità dei problemi delle Canarie. Sarebbe una conclusione semplicistica e, soprattutto, sbagliata.

Non tutti quelli che arrivano dispongono di redditi elevati. Una parte consistente dell’immigrazione arriva per lavorare e affronta gli stessi problemi, se non maggiori, della popolazione locale.

Esiste però contemporaneamente un altro fenomeno: l’arrivo di nuovi residenti, investitori, pensionati, lavoratori da remoto e proprietari con capacità economiche spesso superiori a quelle garantite dagli stipendi locali.

È qui che il cambiamento demografico incontra il mercato immobiliare.

GENTRIFICAZIONE: COSA SIGNIFICA DAVVERO

La parola “gentrificazione” viene utilizzata frequentemente, talvolta anche a sproposito.

Non significa semplicemente che in un territorio arrivano molti stranieri.

La gentrificazione si verifica quando determinate zone diventano sempre più appetibili per una popolazione con maggiore capacità di spesa e questo contribuisce progressivamente a modificare il mercato delle abitazioni, delle attività commerciali e dei servizi.

Gli immobili acquistano valore, gli affitti aumentano, aprono attività rivolte a una clientela diversa, alcuni quartieri cambiano identità e una parte dei residenti originari incontra sempre maggiori difficoltà a permettersi di continuare a vivere nelle stesse zone.

Il territorio geograficamente rimane dov’è, ma a cambiare è chi può permettersi di viverci.

IL PROBLEMA NON È CHI ARRIVA, MA COME CAMBIA IL TERRITORIO

Ridurre tutto alla contrapposizione tra canari e stranieri sarebbe quindi fuorviante.

La questione più seria è capire cosa succede quando milioni di persone nel mondo possono considerare le Canarie non soltanto una destinazione turistica, ma anche un luogo dove acquistare una seconda casa, investire, trascorrere la pensione o trasferire la propria residenza.

Un territorio piccolo entra così in competizione con una domanda immobiliare potenzialmente internazionale.

Chi guadagna uno stipendio canario deve però continuare a comprare o affittare casa nello stesso mercato.

Da qui nasce una delle contraddizioni più evidenti dell’attuale modello delle isole: un territorio sempre più desiderato dall’esterno può diventare progressivamente più difficile per chi già ci vive.

Il 24,3% di residenti nati all’estero non dimostra, da solo, l’esistenza della gentrificazione. Sarebbe scorretto sostenere il contrario, ma rappresenta però un indicatore potentissimo della velocità con cui sta cambiando la società canaria.

Quando questo dato viene letto insieme alla crescita dei prezzi immobiliari, agli affitti sempre più pesanti rispetto agli stipendi locali e alla trasformazione di alcune delle zone più richieste dell’arcipelago, ignorare il fenomeno diventa difficile.

Le Canarie continueranno inevitabilmente a cambiare.

La vera domanda è un’altra: quanto può trasformarsi un territorio prima che una parte della popolazione che lo ha sempre abitato non riesca più a permettersi di viverci?

 

 

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