Il sistema di welfare delle Canarie non è un problema del futuro. È una emergenza del presente.
✍️ Italiano alle Canarie
A certificare l’allarme non è un’opinione politica né una lettura ideologica della realtà, ma un rapporto del Colegio Oficial de Economistas de Las Palmas (COELPA), che fotografa con dati alla mano una distanza sempre più ampia tra i bisogni reali della popolazione e la capacità di risposta delle amministrazioni pubbliche.
Il documento, dedicato all’invecchiamento demografico nell’arcipelago, arriva a una conclusione netta: lo Stato del benessere, così come oggi strutturato nelle Canarie, non è sostenibile né ora né nel medio periodo, nonostante l’aumento progressivo della pressione fiscale.
Un invecchiamento noto, ma mai governato
Tra il 2000 e il 2022 la popolazione canaria con più di 65 anni è cresciuta dell’86,5%, più del doppio della media nazionale. Non si tratta di una dinamica improvvisa o imprevedibile: è un processo demografico conosciuto da almeno due decenni.
Secondo le proiezioni del rapporto, tra il 2024 e il 2030 gli over 65 aumenteranno di un ulteriore 27,3%, superando le 508.700 persone e arrivando a rappresentare oltre il 21% della popolazione totale. La quota salirà a quasi il 25% nel 2035 e al 27% nel 2039.
Il dato centrale non è solo quantitativo, ma politico: la pianificazione pubblica non ha seguito questa evoluzione, lasciando il sistema sociale e sanitario strutturalmente sottodimensionato.
La dipendenza: il punto di rottura del sistema
Il capitolo più critico riguarda il sistema di attenzione alla dipendenza, dove i numeri descrivono una situazione che va oltre il concetto di inefficienza amministrativa.
Tra il 2017 e il 2024, 23.351 persone sono decedute nelle Canarie mentre attendevano una valutazione o una prestazione. Di queste, oltre il 60% non era nemmeno stato valutato.
Il tempo medio di attesa tra la richiesta e la risoluzione del Programma Individuale di Attenzione (PIA) supera i 567 giorni, più di un anno e mezzo. Nel solo 2024, le persone in lista d’attesa erano 31.675, con un aumento del 41,7% rispetto all’anno precedente.
Non si tratta di ritardi marginali: una tale tempistica svuota di contenuto il diritto stesso riconosciuto dalla legge, producendo un impatto umano e sociale rilevante.
Case di cura e assistenza: il vuoto strutturale
Il rapporto evidenzia anche un forte squilibrio nella disponibilità di case di cura, residenze assistite e centri per anziani. Nel 2023, le Canarie presentavano un deficit di circa 9.400 posti rispetto allo standard raccomandato di 5 posti ogni 100 persone con più di 65 anni.
Se la tendenza attuale non verrà corretta, il deficit supererà le 10.500 unità entro il 2030 e potrebbe avvicinarsi alle 13.000 nel 2035.
Questo squilibrio comporta un trasferimento implicito del carico assistenziale sulle famiglie, che si trovano a supplire all’assenza di una risposta pubblica adeguata.
Sanità sotto pressione costante
L’invecchiamento demografico incide direttamente anche sul sistema sanitario. Tra il 2024 e il 2030, la popolazione anziana crescerà più rapidamente del personale medico disponibile.
Per mantenere gli attuali livelli di assistenza – già caratterizzati da liste d’attesa strutturali – sarebbe necessario incorporare circa 1.000 professionisti sanitari aggiuntivi.
La disponibilità di posti letto ospedalieri per abitante mostra una tendenza al ribasso, mentre la domanda di cure, soprattutto croniche e complesse, continua ad aumentare.
Spesa pubblica: più risorse solo per non peggiorare
Nel 2022 la spesa sanitaria nelle Canarie ha superato i 4.098 milioni di euro. Secondo le stime del rapporto, per mantenere invariati gli standard attuali – senza migliorare le liste d’attesa – la spesa dovrebbe salire a 4.248 milioni nel 2030 e a 4.388 milioni nel 2039.
Si tratta di incrementi necessari non per rafforzare il sistema, ma semplicemente per evitare un ulteriore deterioramento della qualità dell’assistenza.
Oltre la retorica
Il rapporto degli economisti certifica una realtà che fatica a entrare nel discorso politico dominante: le Canarie hanno approvato leggi sociali che non sono in grado di essere applicate nei tempi della vita reale.
Non si tratta di una questione ideologica, ma di un problema strutturale di pianificazione, risorse e priorità. Continuare a raccontare una realtà rassicurante significa rinviare soluzioni che, col passare del tempo, diventano sempre più costose e socialmente ingiuste e insostenibili.
Il quadro tracciato dal Colegio Oficial de Economistas de Las Palmas non lascia spazio a letture edulcorate: si tratta di una situazione grave, già oggi, che richiederebbe interventi urgenti e strutturali. La rappresentazione rassicurante di un sistema sanitario e sociale sotto controllo si infrange, ancora una volta, contro numeri impietosi, che smascherano la distanza tra narrazione politica e realtà quotidiana.
Una nota metodologica necessaria
I dati citati provengono dal rapporto del Colegio Oficial de Economistas de Las Palmas e da fonti statistiche pubbliche. Alcuni indicatori sanitari possono variare in base alla definizione utilizzata (ad esempio: posti letto in funzionamento o totali, settore pubblico o pubblico e privato).
Tali differenze metodologiche non modificano il quadro complessivo delineato dal rapporto: una crescente distanza tra bisogni sociali e capacità di risposta del sistema pubblico nelle Canarie.


