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Canarie, investimenti record negli hotel: oltre un miliardo per rafforzare il modello turistico

Dati alla mano, il boom immobiliare del 2025 conferma la centralità del turismo di massa e l’assenza di segnali di una svolta strutturale verso la sostenibilità.

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✍️ Italiano alle Canarie

Le Canarie si sono confermate, per il terzo anno consecutivo, come la principale destinazione per gli investimenti alberghieri in Spagna. Nel 2025 l’arcipelago ha infatti concentrato un volume di investimenti pari a 1.039 milioni di euro, equivalente al 24% del totale nazionale.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto Inversión Hotelera España 2025 elaborato da Colliers, società internazionale di consulenza immobiliare specializzata nei settori immobiliare, alberghiero e degli investimenti, che analizza le 17 operazioni alberghiere realizzate nelle Isole.

Tra queste spicca l’acquisto del Complesso Mare Nostrum Resort, a Tenerife, per 430 milioni di euro da parte di Spring Hoteles, considerata la più grande transazione alberghiera mai registrata in Spagna.

L’interesse degli investitori

Secondo lo studio, le compravendite nelle Canarie sono spiegate dalla forte affluenza di turisti stranieri durante tutto l’anno, oltre che dalla scarsa disponibilità di nuovi hotel.

Per questo motivo, l’interesse degli investitori si concentra soprattutto sull’acquisizione di strutture già esistenti, da ristrutturare e riqualificare.

Il rapporto evidenzia inoltre che la maggior parte degli investimenti è stata destinata agli hotel vacanzieri, strutture orientate al turismo di sole e mare, che costituiscono la base del modello turistico dell’arcipelago.

Le principali operazioni alberghiere nelle Canarie

L’anno nelle Isole – e anche a livello nazionale – è stato segnato dall’acquisto del Mare Nostrum Resort a Tenerife per 430 milioni di euro. L’operazione, realizzata da Spring Hoteles, colloca le Canarie al centro della mappa degli investimenti alberghieri europei e spiega gran parte del volume raggiunto nel 2025, secondo Colliers.

Oltre a questa transazione, il rapporto segnala altre operazioni rilevanti nell’arcipelago, come la vendita del Grand Teguise Playa, a Lanzarote, da parte di Alexandre Hotels, e l’operazione di sale & leaseback del Sunwing Arguineguín, valutata 64 milioni di euro.

Si sono inoltre registrate diverse operazioni di portafoglio, ovvero la vendita di più hotel in un’unica transazione.

Tra queste, Colliers evidenzia la cessione di un portafoglio di tre hotel con oltre 1.000 camere e l’acquisizione da parte di Lopesan del 50% restante di Anfi Resorts.

Un anno positivo per gli investimenti alberghieri

Al di là delle Canarie, lo studio conferma che il 2025 è stato uno dei migliori anni di sempre per gli investimenti alberghieri in Spagna, con un volume complessivo di 4.275 milioni di euro. Si tratta del secondo miglior risultato storico, superato solo dal record del 2018.

In totale sono state concluse quasi 200 compravendite di hotel in tutto il Paese, un dato superiore a quello del 2024, che conferma l’elevato interesse per il settore. Negli ultimi cinque anni, sottolinea il rapporto, gli investimenti annuali in hotel hanno superato i 3 miliardi di euro, consolidando l’hotellerie come uno degli asset immobiliari più attrattivi del mercato.

Destinazioni di sole e mare

Nel quadro nazionale, dopo le Canarie si collocano altri mercati tradizionali come Barcellona, Baleari, Madrid e Malaga, che insieme concentrano la maggior parte degli investimenti alberghieri in Spagna. Secondo Colliers, la dinamica conferma una preferenza diffusa per i territori con forte vocazione turistica, in particolare quelli legati al turismo di sole e mare, ritenuti più capaci di sostenere livelli elevati di redditività.

Prospettive per il 2026

All’inizio del 2026, la società di consulenza immobiliare conferma prospettive positive per il settore, in continuità con il trend degli ultimi anni, sostenute da una domanda turistica che resta solida, da un’offerta limitata e da un contesto finanziario lievemente più favorevole rispetto al passato recente.

In questo quadro, le Canarie continuano a partire avvantaggiate grazie a un modello economico fortemente basato sul turismo e a un’elevata attrattività degli asset alberghieri vacanzieri ben posizionati. Elementi che, secondo Colliers, consolidano il ruolo dell’arcipelago come uno dei principali poli di investimento alberghiero del sud Europa.

Un modello che resta invariato

Il volume e la natura degli investimenti descritti delineano un quadro chiaro: oltre un miliardo di euro concentrato prevalentemente su grandi asset immobiliari, con operazioni di dimensioni record come l’acquisizione del Mare Nostrum Resort, indicano una strategia orientata al rafforzamento del modello turistico esistente.

Più che a una svolta verso un turismo sostenibile o a una ridefinizione strutturale dell’offerta, gli investimenti sembrano rispondere soprattutto alla logica della redditività e della valorizzazione degli asset in un contesto di domanda elevata e offerta limitata. Un approccio che conferma il ruolo centrale del turismo di massa nell’economia dell’arcipelago, senza segnali evidenti di un cambio di paradigma.

 

 

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