El Hirguan

immagine-da-sandra-ficht-deEl Hirguan

di Loris Scroffernecher

Questo mese l’arca del mistero torna all’isola colombina per raccontare nel dettaglio un personaggio mitologico che in un articolo precedente era solo stato nominato. Durante la storia di La Gomera è abbastanza comune trovare in vari testi e racconti orali la descrizione di esperienze avute da vari abitanti incontrando un essere chiamato Hirguan.

Molti degli avvistamenti di questo essere sono avvenuti nei pressi di un passo chiamato Jergan che si trova vicino all’altopiano del fuoco sulla montagna Garayan, che in linguaggio “guanche” significa roccia del male o roccia dove vive il male. Questo ha fatto pensare che sulla cima di questa montagna vivessero questi demoni e utilizzassero le grotte per dormire e nascondersi durante il giorno.

Va anche detto che nelle zone limitrofe a questo passo vi sono numerosissimi altari sacrificali costruiti per gli antichi abitanti dell’isola, rimarcando ancor di più l’aspetto mitologico e il profondo legame con il mondo magico.

Le descrizioni di questi esseri variano un poco durante i secoli ma tutti concordano sul fatto che si tratti di creature demoniache, coperte da uno spesso pelo nero, con delle dimensioni sproporzionate e un aspetto mutante. In molte delle narrazioni orali più antiche vengono descritti come esseri mezzi umani e mezzi cani portando subito alla mente le rappresentazioni cinematografiche dei classici licantropi.


Avvicinandoci invece ai nostri giorni, in epoca spagnola, l’ingegnere italiano Leonardo Torriani nel XVI secolo descrive questa figura come una creatura trasformata in un cane nero con occhi rossi e alto quanto un uomo.

Per i lettori che considerano questi esseri solo parte della mitologia e di vecchie storie di paese vogliamo rendere omaggio al signor Luciano Arzola purtroppo scomparso all’età di 82 anni a inizio di quest’anno e testimone oculare dell’apparizione di un Hirguan.

Il testimone, in varie interviste rilasciate in questi decenni, ha raccontato come nei mesi di maggio e giugno del 1953 vi erano stati vari attacchi al bestiame da parte di cani diventati selvatici. Per fermare queste morti i cittadini del piccolo paese di Imada presero la decisione di organizzare delle battute di caccia. Nella notte del 22 di giugno, la vigilia della notte di San Juan, il signor Arzola si trovava nei pressi della piazzetta antistante la cappella del paese e sente i richiami del signor Enrique Quintero, sindaco di Alajeró all’epoca dei fatti.

Subito tutti i gruppi di guardia si riunirono nella zona e videro un cane su due zampe alto quanto un uomo con pelo nero scurissimo, riccio e molto folto.

Intimoriti dal animale spararono un primo colpo con il fucile da caccia, ma i pallini attraversarono il bersaglio come se si trattasse di una immagine olografica, questa azione fece irritare questo essere che si mise in una posizione chiaramente aggressiva. I presenti vedendo la rapida reazione del animale, per atto riflesso spararono quasi all’unisono con le loro armi provocando un’esplosione di luce molto intesa e la scomparsa del demone.

Il racconto del 1953 però non fu l’ultima delle apparizioni di questi esseri, infatti nel marzo del 1983 anche una pattuglia della guardia civile, chiamata per un incendio nella zona di Laguna Grande, vide un essere alto più di due metri perdersi nel bosco attraversando la strada e diedero poi una descrizione molto simile alla precedente.