schermata-2016-09-13-alle-10-23-06di Franco Leonardi

Il Presidente del Cabildo di El Hierro sta appoggiando con vigore una riforma della legge che riguarda la costruzione di nuove strutture turistiche sull’isola affinché venga garantito uno sviluppo urbanistico equilibrato che tenga conto dell’impatto ambientale e paesaggistico.

In altre parole, secondo le autorità della piccola isola, è necessaria una normativa che favorisca lo sfruttamento turistico dei terreni non utilizzati ma che nel contempo preservi rigidamente il territorio senza privarlo della sua naturale bellezza.

Obiettivo della riforma è quello di creare nuovi posti di lavoro e stimolare la crescita del turismo.

Si parla quindi di velocizzare l’approvazione di progetti di strutture come alberghi tra i 40 e i 200 posti letto su terreni che presentino precise specifiche.

Il nuovo regolamento stabilirebbe infatti che ogni struttura, per le sue caratteristiche, debba sorgere su terreni con requisiti massimi di dimensioni che variano a seconda della tipologia del terreno, sia esso agricolo o rurale.


Nel caso dei terreni agricoli, la dimensione non deve superare i 2500 metri quadrati per alberghi che offrono al massimo 10 posti letto e i 6000 metri quadrati per quelli da 20 a 40 posti letto.

Se i terreni non rientrano nella fascia di protezione agricola, la riforma prevede 5000 metri quadrati per 10 posti letto e 6000 metri quadrati per strutture dai 20 ai 40 posti letto.

Per hotel che offriranno fino a 100 posti letto, i terreni su cui sorgeranno non dovranno superare i 200 metri quadrati per posto letto in caso di fascia agricola e 500 metri quadrati per posto letto per tutti gli altri.

Ma non solo, la riforma indicherebbe che la costruzione delle nuove strutture potrà occupare solo il 20% della superficie totale del terreno, che potrà essere anche forestale purché compatibile con le regole prestabilite che riguardano la tutela ambientale e paesaggistica.

Per El Hierro si prospetta quindi una importante crescita in termini di ricettività turistica dal basso impatto ambientale in quella che appare, a tutti gli effetti, una oculata manovra economica dove la salvaguardia dell’ambiente, fortunatamente, non è passata in secondo piano.